Bonifiche, M5S: “Proroga contabilità speciale in Sicilia un commissariamento mascherato”. Scatta Interrogazione alla Camera.

  • 11 settembre 2014
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“Una proroga camuffata del regime commissariale per la gestione delle bonifiche in Sicilia”. E’ la tesi che adombra una interrogazione del Movimento 5 Stelle alla Camera, che nell’ordinanza emanata a marzo scorso dal Dipartimento della Protezione Civile (che allunga di ben sedici mesi l’apertura della contabilità speciale) “legge” una sorta di prolungamento della gestione commissariale con poteri speciali per la gestione delle bonifiche e del risanamento dei suoli. L’atto parlamentare,  a mia prima firma , mira a chiedere al governo Renzi le ragioni alla base di un provvedimento, quello emanato dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, che determina un sostanziale cambiamento del mandato affidato a gennaio del 2013 al dirigente Marco Lupo dallo stesso Dipartimento, attribuendogli non solo e non tanto il compito di gestire il passaggio dalla gestione commissariale a quella ordinaria, ma quello di completare gli interventi per la bonifica e il risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati e di tutela delle acque e dei cicli di depurazione affidati all’Ufficio del Commissario.

“Nel gennaio del 2013 – in seguito allo scadere dello stato di emergenza nel settore delle bonifiche e del risanamento ambientale dei suoli in Sicilia, al dirigente generale dell’assessorato regionale dell’Energia, Lupo, fu affidato il compito di coordinare la transizione delle gestione commissariale a quella ordinaria. In pratica,  a Lupo, che in seno alla struttura commissariale era il soggetto attuatore, è stato affidato il compito di curare il traghettamento dei compiti, tenendo la contabilità speciale aperta per altri 12 mesi. Ebbene, quel periodo non è stato sufficiente, visto che lo stesso Lupo a gennaio scorso ha richiesto al Dipartimento la possibilità di mantenere in vita la contabilità speciale per altri 16 mesi a partire dalla data della richiesta”. Lupo corredò la sua domanda con la necessità di completare alcuni interventi ancora in itinere, per evitare interruzioni e sospensioni. “Vogliamo capire  sulla base di quale valutazione questa richiesta sia stata accolta, considerato che non è stata accompagnata dal rendiconto che il dirigente avrebbe dovuto predisporre al termine della gestione commissariale”. Noi deputati del M5S con l’interrogazione cerchiamo di sapere anche  se,  e con quali modalità, siano state accertate le ragioni e le eventuali responsabilità che hanno impedito di completare entro i 12 mesi previsti le iniziative affidate al commissario e fanno presente che a distanza di più un anno e mezzo dalla cessazione dello stato di emergenza al Dipartimento della Protezione Civile non è ancora arrivato il rendiconto della gestione commissariale come previsto dalla legge 225/1992. “Anche per questa ragione  ci saremmo aspettati, e continuiamo ad aspettarcelo nonostante l’Ordinanza n. 158 del 2014, che la Protezione Civile non intendesse affidare la realizzazione degli interventi ancora necessari ad uscire dalla perdurante emergenza ambientale e sanitaria, a una sorta di nuova gestione commissariale, in capo sempre al Direttore Lupo, tenendo conto del fatto che nel rapporto della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti (nel 2012), a proposito dell’esperienza siciliana in materia di bonifiche, è stato espresso il seguente giudizio: “la prova lampante dell’assoluta inettitudine delle strutture commissariali ad affrontare le problematiche connesse alla bonifica dei siti inquinanti e, in generale, all’ambiente”   Interrogazione 5/03515

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