Mannino (M5S) – Rifiuti: l’Italia sul banco degli imputati. Le accuse della Commissione e le condanne della Corte di Giustizia europea.

  • 25 settembre 2014
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Venerdì scorso e per l’esattezza, il 19 settembre, sono stata invitata come relatore a Ischia  alla VI edizione del Forum Internazionale PolieCo (Consorzio Nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene) un Convegno concentrato sulla tematica dolente della questione “Rifiuti”. Occupandomi delle problematiche ambientali,  in quanto membro della Commissione Ambiente M5S alla Camera, ho relazionato su questo grave problema ambientale e non solo, mettendo in rilievo  che  l’Italia fino a dicembre 2014 avrà il compito di portare avanti l’agenda dell’UE e purtroppo il cosiddetto “semestre europeo” rischia di coincidere con il periodo durante il quale il nostro Paese sarà condannato a pagare multe salatissime per la continua violazione delle Direttive europee in materia di rifiuti. Urge ricordare come, ad oggi, sull’Italia pendano 101 procedure di infrazione. Di queste 21 riguardano l’ambiente e diverse attengono proprio all’argomento rifiuti. Alcune inadempienze sono a dir poco datate, eppure  è dal 2003 che la Commissione europea ci contesta l’uso abnorme di discariche abusive, così come è dal  2007 che Bruxelles ci esorta a risolvere l’annoso problema delle cosiddette “ecoballe” ubicate soprattutto nella Regione Campania. Nonostante sia passato molto tempo dall’apertura dei suddetti procedimenti, l’Italia su queste cause rischia di essere condannata per la seconda volta dalla Corte di Giustizia Europea. Tant’è che, in merito agli invasi esistenti senza autorizzazione, il 4 settembre l’Avvocato Generale ha chiesto alla Corte di punire l’Italia per la violazione delle direttive 91/156/CEE, 91/689/CEE, 1999/31/CE, attraverso il pagamento di una penalità giornaliera di 158. 200 euro e di una somma forfettaria di 60 milioni di euro. Ciò nondimeno l’uso e l’abuso delle discariche ha dato origine anche ad altri contenziosi più recenti. Infatti il 27 febbraio 2012, la Commissione ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora contestando la violazione degli obblighi imposti dall’ art. 14 della direttiva 1999/31/CE. Le Regioni interessate sono in tutto quattordici. Un altro argomento molto importante attiene al trattamento che i rifiuti subiscono prima di essere conferiti in discarica, anche su questo l’Europa è intervenuta, tanto è vero che nel giugno del 2011 è stata aperta la procedura di infrazione 2011_4021 per la violazione dell’ articolo 6, lettera a) della direttiva 1999/31/CE. Tale procedimento, in un primo momento, riguardava “solo” Malagrotta ma la Commissione europea, attraverso il parere motivato, ha esteso tali accuse a tutti gli invasi presenti nella Provincia di Roma e di Latina. Su questo è in corso la causa C-323/13. Ebbene quando su questo tema la Corte si pronuncerà ci troveremo di fronte ad un avvenimento importante che oltrepasserà finanche i confini del Lazio, effettivamente questo giudizio potrebbe avere una rilevanza tale da poter divenire a tutti gli effetti una “sentenza pilota”. Infatti, un’eventuale condanna del nostro Paese avrebbe ripercussioni su tante altre discariche e da siciliana dico che la mia regione non è da meno!!!! V’è da chiarire come sulla gestione dei rifiuti, e non solo, l’Italia fino ad oggi sia riuscita ad evitare multe salatissime esclusivamente “grazie” ai tempi biblici della Commissione europea, al doppio giudizio richiesto da parte della Corte di Giustizia e ad un trattato dell’Unione figlio di compromessi al ribasso. Appare evidente, però, come il ciclo dei rifiuti del nostro Paese sia tutt’altro che sostenibile. Servirebbe, infatti, un forte cambio di direzione ma gli ultimi provvedimenti del Governo non fanno sperare nulla di buono.   Appare però chiaro – soprattutto alla luce di questo decreto “Sblocca Italia – che il Governo Renzi reputi come strategica la costruzione di nuovi inceneritori, nonostante l’Europa, attraverso diverse risoluzioni del Parlamento europeo, vadano più nella direzione di un divieto assoluto dell’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili . Insomma, il celebre motto “ce lo chiede l’Europa” vale solo quando c’è da mettere le mani nelle tasche dei cittadini italiani.  Il Movimento 5 stelle, coerentemente col suo programma, la sua storia e il suo interesse a tutela della salute pubblica, continuerà a dare battaglia, affinché finalmente il nostro Paese possa vantare un ciclo dei rifiuti sostenibile sia a livello ambientale che economico.

https://www.youtube.com/watch?v=mZKHmdzYVFM&list=PLpFW3OPjHmhoYTmP7VuxPyZ2OjX04oaVq

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