art. 16 comma 2bis del DPR 380/2001 – come non fare le gare, garanzia di maggiore trasparenza e legalità.

  • 20 febbraio 2015
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È dal mese di luglio del 2013 che chiediamo al Ministro delle Infrastrutture di intervenire sull’art. 16 comma 2bis del DPR 380 del 2001, una norma approvata ai tempi del Governo Monti che consente di realizzare opere pubbliche (le opere di urbanizzazione primaria richieste dai privati: strade, fognature, etc.) con risorse pubbliche (i cosiddetti oneri concessori), in deroga – una delle tante – rispetto al Codice dei Contratti.

Per l’esecuzione di queste opere che, pur essendo definite nella norma funzionali all’intervento edilizio, sono “opere pubbliche” destinate ad essere cedute dai privati al Comune e ad essere collegate funzionalmente a quelle esistenti, il titolare del permesso di costruire può procedere direttamente, senza l’obbligo di selezionare con gara il soggetto che realizza i lavori, e non deve seguire le regole contenute nel Codice che disciplinano l’esecuzione dei contratti relative alla realizzazione di opere pubbliche.

Questa norma non ha soltanto questi risvolti applicativi, particolarmente pericolosi in un paese come il nostro nel quale la cattiva esecuzione dei lavori e la distrazione delle risorse pubbliche sono la regola, ma espone l’Italia, un’altra volta, a un contenzioso con la Commissione Europea.

Come raccontato in questo articolo pubblicato su Italia Oggi, infatti, l’applicazione di questa norma finisce per comportare a disapplicazione di una disposizione cardine del Codice dei Contratti (art. 29), quella che impedisce di frazionare il complesso di lavori, da realizzare in relazione a uno stesso intervento edilizio, in tanti lotti in modo da sottrarsi all’obbligo di procedere con gare e regole europee.

È quello che può accadere in base alle Linee Guida adottate dalla Giunta Comunale di Milano, ed è il motivo per il quale abbiamo presentato l’interrogazione segnalata nell’articolo.

Spero che il Ministro delle Infrastrutture voglia spiegarci in che modo intenda assicurare, sempre e in ogni caso, l’applicazione dell’art. 29 del Codice dei Contratti. Se, come è probabile, l’art. 29 e il comma 2bis dell’art. 16 non possono coesistere, non resta – come chiediamo da tempo – abrogare quest’ultima.

Ci stiamo lavorando!

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