Direttiva per il suolo subito! Chiediamo al governo di avviare la Cooperazione Rafforzata!

  • 10 marzo 2015
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Giorno 27 febbraio abbiamo organizzato un convegno a Montecitorio con cui non si è voluto festeggiare semplicemente il trentesimo compleanno del primo condono edilizio, ma si è soprattutto usato questo pretesto per mettere intorno ad un tavolo “l’aristocrazia del pensiero” urbanistico con l’intenzione di fare un po’ di sentesi.

I contributi dei relatori sono disponibili così come il generoso (di dati) articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera nella stessa data.

Ciò che a mio parere a questo punto si deve mettere in piedi è un’azione combinata tra piano nazionale e europeo.

E’ lecito chiedere “ma l’Europa che c’entra?” Centra eccome! Intanto va detto che noi ci diamo una mossa solo se stressati dal vincolo esterno come insegna la vicenda dei rifiuti, è grazie alle regole comunitarie che noi abbiamo potuto stanare gli inadempienti, per usare parole delicate.

Ad oggi non esiste il corrispondente della direttiva rifiuti in materia di suolo e la cosa diventa a dir poco bizzarra se si considera che la stessa Europa si è dotata di una norma sulla qualità delle acque, di una sulla qualità dell’aria ma sulle terra/suolo non ci vuole proprio mettere mano. O meglio ci hanno provato nel 2006 a presentare una  proposta di direttiva consumo del suolo ma gli interressi nazionali dei principali stati europei, Francia, Germania, GB, Paesi Bassi, giusto per citare i paesi fondatori dell’Unione, con il loro voto contrario in consiglio (per questo argomento era prevista l’unanimità) ne hanno decretato il fallimento, così a maggio scorso mentre il vecchio parlamento europeo chiudeva i battenti la direttiva veniva ritirata (leggi anche la strategia tematica consumo del suolo).

E’ ora di riprendere in mano le carte per un paio di buoni motivi:

  1. il 2015, secondo l’ONU è l’anno internazionale del consumo del suolo, dunque ben venga un consumo del suolo regolato dalla Casa Madre di Bruxelles;
  2. siamo alla vigilia di un’occasione irripetibile che si chiama Ex-po, una passerella un po’ costosa che sta per essere inaugurata a Milano ed ha per titolo esattamente “Nutriamo il pianeta”.

L’Italia ha davvero molto da guadagnare e non solo in termini di visibilità a farsi portavoce in Europa di tale Dossier che, a mio parere, avrebbe fatto bene a rilanciare durante il semestre di presidenza del consiglio.

Lo strumento che il governo italiano potrebbe adoperare per aggirare l’ostacolo, è molto innovativo e si chiama cooperazione rafforzatal’iniziativa di instaurare una cooperazione rafforzata spetta alla Commissione europea, previa richiesta da parte degli Stati membri interessati. Ricevuta dalla Commissione una proposta di cooperazione rafforzata, il Consiglio delibera a maggioranza qualificata, previa consultazione del Parlamento europeo. Questo strumento consente di aggirare la ” tirannia” dell’unanimità , infatti, è sufficiente che 1/3 dei paesi membri ne faccia richiesta ed il gioco (sulla carta) è fatto. Ad oggi la procedura di cui sopra, pensata come estrema Ratio, è stata utilizzata in soli tre casi: brevetto europeo, divorzio tra coniugi appartenenti a diversi paesi comunitari e tobin tax[/tooltip] per la quale non serve l’unanimita del consiglio ma la “condivisione” di  almeno nove stati (1/3 del Consiglio).

La proposta del M5S si manifesta quindi sul duplice livello: all’interno del parlamento nazionale ed all’interno del parlamento Europeo. Nei prossimi giorni, con una risoluzione in commissione ambiente, chiederemo al governo che si attivi efficacemente per avviare la Cooperazione Rafforzata senza trascurare l’altro corno del problema, il delicato iter in Commissione della norma nazionale sul consumo del suolo a cui il M5S ha dato un altissimo contributo con una nostra PDL, parallelamente ai nostri colleghi europarlamentari chiederemo di riavviare l’iter per ripresentare la proposta di direttiva.

Ciò che crediamo si debba fare, in via definitiva, per poter ripartire dal governo del territorio è mettere la parola fine a quel mostruoso strumento che fa rima con cemento: la deroga. Se la legalità, principio che guida tutta la nostra azione politica passa per il rispetto della legge, la norma deve essere certa, facilmente applicabile sanzione inclusa. L’idea che l’impianto regolatorio  si possa sfumare è socialmente pericoloso. Non è vero che l’alleggerimento per non parlare di cancellazione di ogni regola urbanistica garantisce il rinascimento urbano. La deregulation ha al contrario prodotto periferie senza servizi e senz’anima , città fallite come dice il prof. Paolo Berdini, mentre i responsabili di tale disastro continuano ed incoraggiano l’approvazione di leggi di liquidazione della proprietà pubblica.

Ecco a che cosa è servito il convegno, a chiamare le cose con il loro nome ed a stanare chi trent’anni dopo crede che il consenso politico lo debba passare attraverso il fiume di cemento, le ragioni del mercato anteposte a diritti,  ai principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.

Ai link seguenti potete:

1) rivedere l’intero convegno ed il mio intervento integrale (nel link precedente manca il pezzo iniziale :-|)

2) rivedere le interviste fatte 

3) scaricare i materiali proiettati da Claudia Mannino – M5S (Presentazione Mannino)

4) scaricare i materiali proiettati dal Tomaso Montanari (Tomaso Montanari)

5) scaricare i materiali proiettati da Paolo Pileri (suolo_Pileri_feb15)

6) scaricare i materiali di massimo De Rosa – M5S (DE ROSA – Slides Abusivismo DOC)

7) il post pubblicato sul Blog di Beppe Grillo

 

Infine è sempre utile leggere il rapporto ANNUALE SUL CONSUMO DEL SUOLO REDATTO DALL’ISPRA.

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