Raccolta differenziata: il comune di Palermo si AUTODENUNCIA!

  • 21 marzo 2015
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In questi giorni sono usciti diversi articoli che hanno dato spazio alle indagini della Corte dei Conti nei confronti dei comuni di Balestrate, Bolognetta, Borgetto, Caccamo, Capaci, Carini, Cinisi, Giardinello, Isola delle Femmine, Montelepre, Palermo, Partinico, Termini Imerese, Terrasini, Torretta e Trappeto.

Le dichiarazioni rilasciate ieri dal Comune di Palermo – in merito alle indagini della Procura della Corte dei Conti conseguenti a vari esposti a mia prima firma – sono gravissime e meritevoli di una ulteriore DENUNCIA, QUESTA VOLTA PENALE.

Il comune di Palermo non può basare le proprie scelte su una presunta convenienza economica, è invece tenuto a rispettare le leggi, come tutti i cittadini normali.

A tal fine è bene chiarire nuovamente come sulla raccolta differenziata esiste un obbligo (parola sconosciuta?) stabilito dall’art. 205 del D.Lgs 152/2006, questa norma, infatti, prevede obiettivi perentori che i comuni sono tenuti a raggiungere.

Tutto il resto è fuffa, ivi compresa la presunta convenienza economica dello smaltimento in discarica.

Quello che, in punta di diritto, come M5S denunciamo prende spunto dalla sentenza “pilota”(n. 83 del 27 maggio 2013) della Corte dei Conti ligure, relativa al comune di Recco, tanto è vero che i nostri esposti riguardano i maggiori costi sostenuti per il conferimento in discarica di materiale che avrebbe dovuto essere oggetto di riciclo, oneri in particolare spesi a titolo di “tariffa smaltimento rifiuti” (c.d ecotassa) e addizionale del 20% al tributo speciale per non aver raggiunto gli obiettivi di RD previsti dalla legge. Infine, mi preme per l’ennesima volta sottolineare come finanche sulla questione dell’abbancamento dei rifiuti in discarica, il comune Palermo fa finta di non sapere che esistono delle leggi e delle direttive europee che andrebbero rispettate, sicché a Bellolampo si continua a interrare spazzatura tritovagliata, metodo di smaltimento contrario alla direttiva discariche (1999/31/CE) così come confermato dalla sentenza della Corte di Giustizia europea del 15 ottobre 2014.

Forse all’amministrazione orlandiana va riconosciuta la sfacciataggine di aver fatto questa dichiarazione (cfr. “il costo della raccolta indifferenziata è, inedia, pari al 50% del costo per la raccolta differenziata. Si ricorda inoltre che la Regione non si è ancora dotata di un piano regionale rifiuti“) e probabilmente della medesima opinione sono gli amministratori dei comuni oggetto dei nostri esposti, firmati da portavoce m5s nazioni, regionali e da tanti cittadini attivisti dei rispettivi comuni (Balestrate, Bolognetta, Borgetto, Caccamo, Capaci, Carini, Cinisi, Giardinello, Isola delle Femmine, Montelepre, Palermo, Partinico, Termini Imerese, Terrasini, Torretta e Trappeto) ma questo non esclude gli stessi dal rispetto della legge.

Ecco di seguito gli esposti che spiegano anche (per chi facesse finta di non saperlo) quali sono le responsabilità dei sindaci, degli assessori e dei presidenti di regione:

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  • mauro

    che minchiata la mappa dei posteggiatori abusivi!! Palermo è piena!! fate prima a fare la mappa delle zone senza posteggiatori abusivi

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