Discarica di Bellolampo e impianto TMB: il report dettagliato della nostra visita

  • 2 giugno 2015
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impinto TMBVenerdì scorso siamo stati in visita all’impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) che è stato costruito a Bellolampo e con l’occasione abbiamo visitato le 6 vasche della discarica. Si tratta della seconda ispezione che facciamo a Bellolampo (la prima è di settembre 2014), a dimostrazione della estrema attenzione che riteniamo meriti la gestione del ciclo rifiuti nella principale città siciliana.

Già qualche giorno fa abbiamo diffuso la nostra dichiarazione sull’esito della visita e sulla necessità di passare dalle parole ai fatti da parte dell’Amministrazione comunale (Sindaco e RAP) e dell’Assessorato regionale. Per trasparenza rispetto al nostro operato e per informare i cittadini interessati su tutti gli aspetti e le criticità che stiamo seguendo per ciò che riguarda Bellolampo abbiamo deciso di pubblicare un report più dettagliato e tecnico.

Relazione visita 29 maggio 2015 – Impianto di TMB e discarica di Bellolampo

Impianto di TMB

Stato di avanzamento dei lavori  

I  lavori  di  realizzazione  sono  praticamente  ultimati,  stanno  facendo  i  primi  test  di  collaudo,  le criticità riguardano al momento l’allaccio alla rete elettrica (l’ENEL deve realizzare l’elettrodotto) e l’affiancamento del personale RAP che dovrà gestire l’impianto. Abbiamo visitato tutto l’impianto dalla  parte  in  cui  avviene  la  selezione  ed  il  carico  dei  materiali,  alla  successiva  parte  che  separa metalli, secco e umido (poi destinato alle celle di biostabilizzazione).

Durata collaudo impianto

L’impresa  ha  confermato  che  affiancherà  la  RAP  per  un  anno  (così  come  previsto  dal  capitolo d’appalto)  e  hanno  chiarito  che,  a  partire  da  quando  avranno  l’alimentazione  elettrica  avranno bisogno  di  massimo  2  mesi  (ma  probabilmente  meno)  per  effettuare  tutti  i  test  e  la  taratura dell’impianto.

Messa a regime dell’impianto

Subito dopo i 2 mesi necessari per l’avvio dell’impianto, l’impresa consigliava di partire con carichi parziali  (e non  subito  con  le  750  tonnellate  /  giorno  che  rappresentano  la  capacità  giornaliera ordinaria dell’impianto).

Attività di formazione per i dipendenti RAP

Già da ottobre l’impresa e la direzione lavori hanno invitato la RAP ad assistere alle varie fasi di realizzazione  dell’impianto  in  maniera  tale  da  prendere  confidenza  con  lo  stesso.  La  RAP  ha cominciato ad inviare personale – poche unità – a partire da gennaio in maniera saltuaria. Adesso risulta  assolutamente  necessario  che  la  RAP  realizzi  un  piano  di  mobilitazione  del  personale, individuando  nel  suo  organigramma  le  persone  che  dovranno  andare  a  gestire  l’impianto.  Il Presidente RAP, Sergio Marino, ha dichiarato in audizione in commissione bicamerale sul ciclo dei

rifiuti che per la gestione dell’impianto saranno necessarie 50 unità di personale. L’impresa che sta realizzando l’impianto ha confermato tale proiezione, se si considera inclusa la logistica in entrata e in uscita (quindi anche una parte della gestione della discarica).

Criticità per la gestione e il funzionamento dell’impianto

Durante  la  visita  è  emerso  che  le  criticità  più  rilevanti  per  un  efficace  e  duraturo  funzionamento dell’impianto hanno a che fare principalmente con:

  • la  massima  attenzione  da  parte  degli  operatori  nel  caricamento  delle  linee  di  selezione dell’impianto  in  quanto  rifiuti  ingombranti,  sfabbricidi,  RAEE  possono  creare  danni  notevoli, bloccando  lo  stesso  per  diverse  ore  ed  ennuplicando  i  costi  di  manutenzione  a  carico  della collettività;
  • l’esigua percentuale di raccolta differenziata del Comune di Palermo che, oltre a sovraccaricare l’impianto non rendendolo adeguato per l’attuale produzione (750 t/giorno di capacità contro le 900  t/giorno  di  produzione  rifiuti  indifferenziati  per  Palermo,  Ustica  e  Aeroporto  Falcone-Borsellino), non consente di spostare il carico dell’impianto dalla linea di separazione a quella di trattamento della frazione umida per la realizzazione di compost.

Da segnalare che entrambe queste dimensioni sono responsabilità del Comune di Palermo tramite la sua partecipata RAP.

Portata massima dell’impianto

L’impianto è stato predisposto per gestire 750 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati, con due turni  di  lavoro da 6 ore.  In  via  straordinaria  e  temporanea  l’impianto può  arrivare  a  gestire  1000 tonnellate  di  rifiuti  al  giorno.  La  metà  dei  materiali  in  entrata  in  media  rappresentano  la  frazione secca  e  il  recupero  materiali  metallici  (alluminio  e  ferro),  l’altra  metà  è  la  frazione  umida  da stabilizzare che procede verso le 14 celle di biostabilizzazione (ciascuna della capacità di circa 400 tonnellate). In ciascuna cella la frazione umida rimane circa 14 giorni al fine di diminuire l’indice di respirazione   dinamico   ed   evitare   la   creazione   di   percolato   in   discarica.   La   tempistica  di stazionamento nella cella è valutata sulla base di alcuni indicatori monitorati dai sensori presenti ma dovrebbe aggirarsi intorno ai 14 giorni. Non è detto che tale tempistica sia sufficiente a raggiungere un indice di respirazione dinamico inferiore a 1.000 (valore limite), saranno fatte caratterizzazioni per valutare la qualità dell’output dell’impianto.

Altre  4  celle  saranno  invece dedicate alla realizzazione di compost.  Le 18 celle sono comunque flessibili,  nel  senso  che  possono  essere  utilizzate  indifferentemente per il compost o per la biostabilizzazione.

Tali  dati  lasciano  emergere  l’impossibilità  di  gestire  le  quantità  di  rifiuti  attuali  che,  con  le ordinanze  ex  art.  191  del  T.U.A.  da  parte  del  Presidente  della  Regione  che  autorizzano  il conferimento  a  Bellolampo di altri comuni del  territorio provinciale, risultano  pari  a  1.400 tonnellate  /  giorno.  Tale  tipo  di  gestione,  oltre  a  saturare  la  discarica con  largo  anticipo, comporterebbe  infatti  la  perenne  impossibilità  di  stabilizzare  i  rifiuti  e  la  continua  creazione di percolato, in barba alle normative europee e nazionali ad oggi vigenti.

L’output dell’impianto

L’impianto  realizzato  rappresenta  il  primo  lotto  di  un  progetto  in  quanto  la  struttura  andrebbe definita  o  con  impiantistica  atta  a  vagliare  la  frazione  secca  per  separare  e  recuperare  ulteriori materiali  riciclabili  (PET,  plastiche,  vetro,  etc.)  o  con  la  produzione  di  combustibile  solido secondario (CSS) da bruciare nei cementifici, con i conseguenti risvolti ambientali e sanitari. Sulla base dell’autorizzazione rilasciata e dell’ultimo piano regionale dei rifiuti (ad oggi scaduto) sembra che  la  scelta  sia  già  stata  effettuata  in  quanto  l’output  dell’impianto  sarà:  frazione  inerte

biostabilizzata  da  conferire  in  discarica,  frazione  organica  stabilizzata  matura  per  recuperi ambientali (copertura discariche, aree di rispetto di autostrade e ferrovie), recupero materiali ferrosi e  metalli  non  ferrosi  e  CSS  con  tenore  di  sostanza  organica  inferiore  al  10%  e  ad  alto  potere calorifico.  In  assenza  del  secondo  lotto,  comunque,  si  potrebbe  vagliare  l’opzione  di  conferire  la frazione secca fuori regione ad impianti che possono trattarla.

Autorizzazione integrata ambientale: la necessità di una voltura

Ad  oggi  l’AIA  rilasciata  per  l’impianto  di  TMB  è  intestata  al  Commissario  straordinario  per l’emergenza rifiuti. Se la RAP dovesse essre – come sembra – la società incaricata della gestione dell’impianto sarà necessaria una voltura  dell’AIA.  Durante  la  visita  è  emerso  che  la  voltura dovrebbe essere effettuata una volta ultimato l’impianto in tutti i suoi aspetti.

Alimentazione elettrica dell’impianto di TMB

Sembra che la criticità connessa alla mancata realizzazione dell’elettrodotto da parte dell’ENEL sia stata superata  proprio  il  giorno  della  visita,  sulla  base  delle  parole  del  Dirigente  generale dell’Assessorato regionale energia e rifiuti, Domenico Armenio. Risulta evidente che in assenza di tale  infrastruttura  l’impianto non può  funzionare.  Da  segnalare  che  l’impianto  necessità  di  2,5 MegaWatt e che produce 1 MegaWatt di energia elettrica attraverso i pannelli fotovoltaici installati sul tetto.

Tariffa conferimento in discarica e piano di gestione finanziario

Durante la visita ci è stato confermato che la tariffa per il conferimento in discarica dovrà essere rimodulata  in quanto i comuni diversi da quello di Palermo (che paga una cifra onnicomprensiva stabilita  dal  Contratto  di  Servizio  Comune-RAP)  dovranno  pagare  anche  una  quota  per  il trattamento dei rifiuti da parte dell’impianto.

La RAP, alla nostra domanda su come intende far fronte ai nuovi costi di manutenzione e gestione di  questo impianto,  ha  risposto  che  predisporrà un piano  economico-finanziario  che  sottoporrà al Comune.

Messa in sicurezza e piano di caratterizzazione  

L’ex direttore generale dell’Assessorato regionale energia e rifiuti e soggetto attuatore interventi per l’emergenza rifiuti, Marco Lupo, durante l’audizione in commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti ha affermato che a Bellolampo sono stati messi in sicurezza 25 ettari e che è stato appaltato il piano di caratterizzazione dell’intera discarica.

Durante la visita, accompagnati dalla RAP e dalla Protezione civile (il cui direttore, Calogero Foti è il RUP per questi interventi), abbiamo verificato la realizzazione di tali interventi con la copertura da  parte  di  teli  impermeabilizzanti  effettuata  sulla  maggior  parte  dell’estensione  della  discarica.

Manca ancora una parte di copertura nella V vasca la cui realizzazione, lo stesso giorno della visita, è stata sbloccata, come confermatoci dal funzionario della Protezione Civile.

Desta comunque preoccupazione il fatto che non siano previsti ad oggi gli interventi per la completa copertura dell’estensione  della  discarica  con  la  certezza  che,  nel  giro di  poco  tempo  (1-2  anni)  il sole  e  le  intemperie  andranno a lacerare il telone che è stato fissato, rendendo vano lo sforzo finanziario effettuato in questi anni e quantificabile in diverse decine di milioni di euro.

Non  siamo  riusciti  ad  ottenere  notizie  certe  rispetto allo stato di avanzamento del piano di caratterizzazione della discarica e sulle tempistiche di realizzazione dello stesso e sull’intervento di  consolidamento della V vasca di Bellolampo (progetto struttura commissariale).

Responsabilità gestione post-mortem vasche I-V

Il  Contratto  di  servizio  RAP-Comune  all’art.  3  (Oggetto  del  contratto)  indica  tra  i  vari  servizi  di raccolta e igiene ambientale “la gestione operativa, chiusura e gestione post operativa della VI vasca della discarica di Bellolampo e di quelle ulteriori che venissero successivamente realizzate e messe in funzione” e le “attività di risanamento e gestione post mortem della discarica”. Negli ultimi anni è in corso una disputa sulla responsabilità della gestione del post mortem delle prime cinque vasche della  discarica  di  Bellolampo.  Il  TAR  in  due  sentenze  del  3/10/2014  ha  annullato  degli  atti  del Commissario  delegato  per  l’emergenza  rifiuti  in  cui  i  costi  economici  degli  interventi  ambientali previsti  per  Bellolampo  (prime  5  vasche)  venivano  addossati  (anche  parzialmente)  alla  RAP.

Secondo il TAR la RAP può essere individuata come esecutore materiale della gestione ma non si può  affermare  che  la  stessa  venga  individuata  come  soggetto  gestore  “subentrato  tout  court  alla precedente   gestione   e   nelle   già   rilasciate   autorizzazioni, non risultando  approfondite  le problematiche relative alla proprietà della discarica stessa ed ai relativi oneri di gestione per la parte esaurita  di  essa.  Il  Commissario  delegato,  quindi,  avrebbe  dovuto  –  e  a  ciò  dovrebbe provvedere  la  struttura  ora  competente  dal  1  gennaio  2014  ai  fini  dell’effetto  conformativo della  presente  sentenza  –  ad  approfondire  in  contraddittorio  con  tutti  i  soggetti  interessati (RAP,  Curatela  fallimentare  Amia,  custode  giudiziario  e  struttura  commissariale)  il  profilo riguardante gli oneri di gestione della parte esaurita della discarica di Bellolampo, inserendo una congrua motivazione in eventuali ulteriori provvedimenti in punto di imputazione dei relativi costi, esaminando anche la struttura e la ripartizione dei c.d. fondi FAS e del fondo appositamente costituito presso la AMIA spa a suo tempo proprio per la fase post gestione dell’impianto”. Marino (Presidente RAP) in commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti ha affermato: “a noi hanno trasferito l’intera gestione delle vecchie vasche. Pertanto, all’atto, siamo gestori di vasche che sono esaurite”.

Durante  la  visita  abbiamo  cercato  di  approfondire  se  ci  sono  novità  sulla  questione  della responsabilità della gestione post mortem e se l’Assessorato regionale energia e rifiuti ha compiuto gli atti indicati dalle sentenze del TAR (ad esempio la convocazione delle parti). Ad oggi sembra che non vi sia stato alcun intervento da parte dell’Assessorato in questa direzione. Su questo punto avvieremo una interlocuzione con l’Assessorato regionale.

La  RAP,  inoltre,  non  era  a  conoscenza  dell’esistenza  e  della  consistenza  del  fondo  AMIA per la gestione post  mortem  delle prime cinque vasche di Bellolampo.  Su questo punto chiederemo alla curatela fallimentare dell’AMIA.

D’altra parte la RAP ha assicurato che sta effettuando gli opportuni accantonamenti al fondo per il post mortem della VI discarica, di cui è pienamente responsabile.

Impianto trattamento di percolato

In Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, l’ex dirigente generale dell’Assessorato regionale energia  e  rifiuti  Marco  Lupo  ha  affermato  di  aver  autorizzato  un  impianto  di  trattamento  del percolato a Bellolampo riprendendo un progetto e una gara pubblica bandita da Amia.  Durante lo stesso  ciclo  di  audizioni  la  RAP  ha  dichiarato  che  la  gara  non  era  stata  realizzata  bene  mentre secondo  Lupo  tale  ostruzionismo  è  legato  all’impossibilità  di  RAP  di  impegnarsi  a  pagare  una tariffa  al  project  financer  per 5  anni.  L’Assessore  regionale  energia  e  rifiuti,  Vania  Contrafatto  – sempre in commissione bicamerale – ha affermato di avere inviato una lettera alla RAP nella quale chiedeva a che punto fossero con l’impianto di trattamento del percolato previsto dall’autorizzazione.

Marino (RAP), sempre in bicamerale, ha affermato che loro hanno bloccato quell’impianto previsto in AIA sulla base di un rapporto del R.U.P. e di una commissione di esperti creata ad hoc, e che stanno lavorando per riattivare l’impianto esistente IBI (e che non è stato mai attivato per un parere del Ministero dell’ambiente, allora guidato da Marco Lupo). Durante la visita la RAP ha confermato che  hanno  fatto  una  valutazione  dell’impianto  e  verificato  che  per  la  sua  riattivazione il costo è praticamente nullo. Secondo la RAP il costo di smaltimento passerà dai 68 € / t attuali (per inviarlo a Messina e in Calabria) ai 30-35 (portando il percolato trattato all’impianto di Acqua dei corsari, AMAP,  che  dovrebbe  essere  potenziato).  L’impianto  IBI,  secondo  la  RAP,  sarebbe  in grado di trattare circa 150 t/giorno contro le 450 t/giorno  rappresentato dalla punta massima di produzione durante il periodo invernale). Già dall’anno prossimo dovrebbero vedersi i risultati degli interventi di messa in sicurezza e copertura della discarica, con una significativa riduzione nella produzione di percolato.

Il  rappresentante  della  RAP  comunque  non  è  stato  in  grado  di  fornire  i  dettagli  sullo  stato  di avanzamento della querelle con l’Assessorato relativa al tipo di impianto di trattamento di percolato che  dovrebbe  essere  realizzato/attivato.  Su  questo  punto  chiederemo  spiegazioni  all’Assessorato regionale.

Gestione percolato VI vasca

L’ex assessore regionale Niccolò Marino, audito a febbraio 2015 commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, ha affermato che la sesta vasca è in pendenza e che solo una gestione perfetta potrebbe impedire  un  possibile  sversamento  di  percolato.  E  ha  concluso  con  la  frase:  “Credo  che  qualche problema  oggi  ci  sia”.  Durante  la  visita  abbiamo  chiesto  spiegazioni  alla  RAP  e  verificato  se  ad oggi hanno dovuto far fronte a situazioni di emergenza o problematiche relative alla gestione della VI vasca. Ci è stato riferito che non riconoscono le criticità tecniche evidenziate dall’ex assessore Marino, che ad oggi non vi sono stati problemi con la gestione del percolato nella VI vasca e che il percolato  viene  opportunamente  convogliato  in  apposite  vasche  e  smaltito  attraverso  impianti individuati  con  gara  pubblica.  Con  ordinanze  straordinarie  del  sindaco  di  Palermo  e  con  oneri  a carico del Comune di Palermo, viene smaltito anche il percolato delle prime 5 vasche.

Sequestro Bellolampo

Nel provvedimento di sequestro di Bellolampo del G.I.P. del Tribunale di Palermo del 26 febbraio 2013 emergevano tutta una serie di problematiche.

  • il mantenimento dei rifiuti conferiti in discarica nella sella tra la 4° e la 5° vasca e, dal mese di giugno, nella  sella  tra  la  3°  e  la  4°  vasca,  in  condizioni di  scopertura,  così  da produrre  il  loro diretto  dilavamento  a  causa  delle  acque  meteoriche  e  la  loro  dispersione  in  conseguenza dell’esposizione agli eventi eolici;
  •  la  mancata  raccolta  e  l’omesso  convogliamento  del  percolato  prodotto  in  discarica  il  quale veniva  disperso  nell’ambiente  e  in  particolare  nel  suolo,  nel  sottosuolo,  nelle  acque superficiali, tra cui quelle  correnti nell’alveo del torrente Celona, nelle acque sotterranee con conseguente inquinamento di alcuni pozzi posti a valle della discarica;
  • la raccolta del percolato ed il suo stoccaggio prolungato presso le vasche di emergenza e nell’area destinata   a   stazione   di   trasferenza   dei   rifiuti   senza   alcuna  protezione   con   conseguente tracimazione nel suolo e nel sottosuolo;
  • la mancata predisposizione di adeguati e capaci sistemi di accumulo del percolato in vasco o in silos al fine di impedire la tracimazione dello stesso;
  • la  mancata  predisposizione  sull’intera  area  di  una  copertura  definitiva  e  di  un  sistema  tale  da permettere il deflusso delle acque meteoriche nel corpo dei rifiuti e conseguente formazione di percolato;
  • la non completa captazione del biogas.

Durante  la  visita  abbiamo  posto  a  RAP  tutta  una  serie  di  domande  relative  al  superamento  delle condizioni  che  hanno  determinato  il  sequestro  della  discarica,  anche  a  seguito  dell’incendio  del 29/7/12.

Con riferimento ai sistemi di protezione attiva alternativo all’impianto fisso di estinzione incendio (di cui Bellolampo non è dotato), ci è stato risposto che esiste una unità della RAP di guardiafuochi 24 ore su 24, con compiti di intervento in caso di incendio.

Su molti punti abbiamo richiesto una nota scritta ed in particolare:

  • come, con che periodicità e da chi viene effettuata la campagna di monitoraggio e controllo delle acque nelle prime 5 vasche;
  • quali sono gli esiti di questi controlli;
  • se l’ARPA effettua la validazione dei monitoraggi (come prescritto dal MATTM);
  • se sono state individuate e rimosse le sorgenti di contaminazione (come prescritto dal MATTM);
  • se  sono  stati  realizzati  ulteriori  pozzi  di  controllo per  assicurare  il  completo  monitoraggio  della falda (come prescritto dal MATTM);
  • come si provvede alla caratterizzazione del percolato e come viene classificato;
  • se esiste un sistema di misurazione in continuo dei flussi di percolato in entrata e in uscita;
  • quali modifiche del piano di emergenza interna sono state predisposte a seguito dell’incendio del 2012.

Gestione del biogas

Il Presidente della RAP Marino, audito in commissione bicamerale a  marzo, aveva affermato che era in corso la procedura per l’assegnazione della captazione del biogas della VI vasca. Durante la visita ci è stato confermato che a giugno avverrà l’aggiudicazione della gara che prevede anche la realizzazione dei lavori per il convogliamento del biogas. La RAP otterrà delle royalties sulla base del biogas estratto.

Per  le  prime  cinque  vasche  l’ASIA  si  occupa  della  captazione  del  biogas  e  i  rapporti  economici sono con la curatela AMIA.

Ecotassa per il conferimento in discarica

La RAP ha detto di calcolare e versare l’ecotassa per i rifiuti indifferenziati conferiti in discarica, classificandoli come rifiuti solidi urbani (correttamente) e non come rifiuti speciali (come previsto illegittimamente  da  una  nota  del  2009  del  dirigente  dell’Assessorato  regionale  territorio  e ambiente).

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