La farsa istituzionale sulla RAP: il responsabile è sempre un altro

  • 10 agosto 2015
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Nelle ultime settimane si è ripresentata la periodica emergenza nella raccolta dei rifiuti a Palermo: cumuli in molte zone della città, cassonetti a fuoco. Inevitabile è partita l’ennesima farsa istituzionale tra RAP, Sindaco di Palermo, sindacati e Consiglio comunale, un gioco delle parti volto a confondere i cittadini rispetto alle responsabilità di quanto accade.

In sintesi: Orlando scrive alla RAP chiedendo pugno duro e, se del caso, la testa dei dirigenti; la RAP risponde che é colpa del personale che si imbosca; i sindacati rispondono che é colpa della RAP che non mantiene le promesse sull’acquisto degli automezzi. Il Consiglio comunale, sulla base dell’appartenenza politica del momento, sposa l’uno o l’altro punto di vista.

Questo inutile siparietto è facile da spiegare: tutti questi soggetti hanno delle precise responsabilità ma non vogliono restare col cerino in mano. Eppure nessuno fa effettivamente ciò che è nelle proprie competenze per risolvere questa situazione.

Quando l’Amia é fallita vi é stato in consiglio comunale un consenso unanime sul fatto che il personale – assunto in buona parte con metodi dalla “dubbia” legittimità – dovesse transitare in RAP. A memoria nessuno propose soluzioni alternative. Nessuno voleva fare “macelleria sociale” (leggasi “inimicarsi il bacino di voti ex AMIA ed AMIA Essemme”).

Per Orlando la creazione di RAP é stata la panacea di tutti i mali (politicamente parlando): in un colpo si é liberato di Amia e dei suoi debiti (e processi), ha “salvato” il lavoro – leggasi “il voto” – di oltre 2.000 lavoratori (e famiglie), ha dato l’illusione ai cittadini di una nuova società che, senza la compromessa immagine di AMIA (leggasi “con un logo nuovo”), avrebbe erogato per la prima volta servizi di igiene ambientale a Palermo.

I sindacati – sempre giustamente solerti quando si tratta di difendere il diritto al lavoro, un po’ meno quando si parla del dovere di lavorare bene in corrispondenza degli stipendi pagati con soldi dei cittadini – hanno esultato per la creazione di RAP, rivendicando il salvataggio di oltre 2.000 posti di lavoro.

Insomma tutti i soggetti sopracitati a suo tempo hanno tirato un sospiro di sollievo, coi cittadini palermitani che più o meno silenziosamente, pur di ricominciare, hanno pagato i conti del disastro AMIA e dell’operazione di restyling chiamata RAP.

Eppure né Orlando né il consiglio comunale si sono premurati di prendere l’unica precauzione per sperare che al cambio del nome da AMIA a Rap corrispondessero servizi migliori: l’elaborazione di un contratto di servizio tra RAP e Comune di Palermo che garantisse un efficace controllo da parte dell’Amministrazione comunale e dei cittadini con la fissazione di obiettivi precisi anche in termini di produttività degli operatori che, qualora non rispettati, avrebbero consentito di mettere alla porta qualsiasi scansafatiche, senza alcun margine di discrezionalità da parte dei dirigenti (anch’essi valutati col medesimo approccio).

Orlando la smetta di scrivere lettere aperte – prima con la RAP, ora alla RAP -, vada in Consiglio comunale e dopo aver fatto una valutazione di tutti i servizi si riscriva un nuovo contratto con precisi indicatori di risultato da rispettare e con una struttura di controllo adeguata, trasparente e che metta al centro il ruolo di segnalazione del cittadino.

Se la RAP ha una speranza di funzionare é questa.

A settembre lanceremo come Movimento Cinque Stelle Palermo un portale che va nella direzione di incrementare il controllo della RAP da parte dei cittadini. Palermo può e deve essere pulita, chi non vuole o non sa lavorare – operatore, dirigente o amministratore che sia – stia a casa, senza stipendio.

Articoli:

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/07/28/news/bufera_sulla_rap_i_sindacati_contro_orlando-119994419/

http://livesicilia.it/2015/07/31/rap-orlando-convoca-il-vertice_652833/

http://palermo.gds.it/2015/04/04/rifiuti-a-palermo-orlando-contro-i-sindacati-irresponsabili-la-replica-niente-bavagli_337494/

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