Riforma Appalti: è tutta una presa in giro!

  • 11 ottobre 2015
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Opere-pubblicheNon avevamo dubbi, la riforma degli appalti si farà solo per scongiurare una procedura di infrazione.

Risultati raggiunti: Superamento (e non abrogazione) della Legge Obiettivo e coinvolgimento dei cittadini dei territori nella realizzazione delle grandi opere!

In VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati, le votazioni sulla Legge Delega in materia di appalti pubblici e concessioni si sono concluse, la settimana prossima si andrà in aula e poi nuovamente al senato.

Come noto, il Governo è delegato ad adottare, entro il 18 aprile 2016, un primo decreto legislativo per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, rispettivamente sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché, entro il 31 luglio 2016, un ulteriore decreto legislativo per il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture tenendo conto delle migliori pratiche adottate in altri Paesi dell’Unione europea (che sarà il Nuovo Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione).

Il primo importante (ma parziale!) risultato è quello relativo al superamento delle disposizioni di cui alla Legge 21 dicembre 2001, n. 443 in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive (c.d. Legge Obiettivo); come Movimento 5 Stelle abbiamo salutato con entusiasmo questa scelta (in più occasioni, sia alla Camera che al Senato, abbiamo sottolineato l’esigenza di dover far fronte, in modo rapido ed efficace, alle distorsioni create da una Legge definita “criminogena” – per usare le parole di Raffaele Cantone – che concedeva il potere al direttore dei lavori di essere nominato dall’impresa) non condividendo, tuttavia, sulla decisione dei relatori di voler procedere ad un mero superamento della Legge de quo e non, bensì, ad una espressa abrogazione della stessa e come se non bastasse i relatori hanno anche approvato un emendamento che prevede la verifica delle opere della legge Obiettivo che si trovano in uno stato “giuridicamente Vincolante“…questa è una vera presa in giro poiché si rischia di lasciare attive di fatto tutte le opere.

Approvate, poi, le proposte finalizzate a garantire ed assicurare più elevati livelli di pubblicità e trasparenza delle procedure di gara, anche per gli appalti pubblici e i contratti di concessione tra enti nell’ambito del settore pubblico (c.d. affidamenti in house), attraverso l’obbligo per le stazioni appaltanti di pubblicazione di tutti gli atti ed i documenti connessi all’affidamento (incluso il resoconto finanziario al termine dell’esecuzione del contratto).

Novità di rilievo anche sul fronte del coinvolgimento e della partecipazione dei cittadini mediante l’introduzione di forme di dibattito pubblico delle comunità locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale aventi impatto sull’ambiente, la città o sull’assetto del territorio, nonché, previsione di una procedura di partecipazione del pubblico, di acquisizione dei consensi necessari per realizzare un’opera in tempi certi, utile e condivisa stabilendo la pubblicazione online dei progetti e degli esiti della consultazione pubblica. Ma non lasciamoci impressionare dalle belle parole poiché se questo coinvolgimento non sarà VINCOLANTE non avremo fatto nient’altro che prendere in giro la gente.

STESSA RIFLESSIONE FACCIAMO RELATIVAMENTE AL DOPPIO PASSAGGIO PARLAMENTARE, non è infatti passato un mio emendamento che chiedeva che il parere delle commissioni parlamentari fosse VINCOLANTE, il che può voler dire che il governo (che ha il potere esecutivo) checchè ne dica il Parlamento (che ha il potere legislativo) può regolamentare gli appalti come gli pare.

Grande passo in avanti, poi, in materia di contrasto alla corruzione con la previsione di un sistema amministrativo, regolato da ANAC, di penalità e premialità per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di appalti pubblici e sul tema, assai dibattuto, delle varianti in corso d’opera per le quali sarà prevista l’applicazione di uno specifico regime sanzionatorio in capo alle stazioni appaltanti per la mancata o tardiva comunicazione all’ANAC delle variazioni in corso d’opera per gli appalti di importo pari o superiore alla soglia comunitaria.

Ed, in rapida sequenza: espresso divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie, più efficaci misure per assicurare maggiore trasparenza e concorrenza, anche al fine di facilitare l’accesso e la partecipazione delle MPMI alle procedure di gara e maggiori punteggi per beni e servizi che presentano un minor impatto sulla salute e sull’ambiente; e ancora, stop alle varianti in corso d’opera se non esplicitamente giustificate e regime più stringente sui conflitti di interesse tra progettisti e stazioni appaltanti e per la composizione delle commissioni di gara.

Poco è stato fatto sul tema della revisione della disciplina in materia di pubblicità degli avvisi e dei bandi di gara che prevederà il prevalente utilizzo degli strumenti di pubblicità di tipo informatico (bene in termini di razionalizzazione e celerità nelle procedure di approvvigionamento, meno sul terreno della concorrenza e della partecipazione delle imprese).

Come Movimento 5 Stelle, infine, ci siamo battuti per il rafforzamento del potere di controllo delle Commissioni Parlamentari, da un lato, in ordine alla verifica del corretto esercizio della delega da parte del Governo nella redazione delle norme dei due decreti legislativi e, dall’altro, con riferimento all’effettiva efficacia e portata della regolazione di soft law – che, di fatto, sostituirà le disposizioni del regolamento attuativo che non verrà adottato – emanata da ANAC di concerto con il MIT (rispetto alla quale sarà previsto un parere non particolarmente penetrante, suscettibile di assumere una mera valenza formale).

Così possiamo dichiarare di essere soddisfatti per il lavoro svolto MA vigileremo costantemente sull’operato del Governo affinché si attenga scrupolosamente ai criteri e ai principi direttivi nell’esercizio della delega”.

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/ambiente/2015/10/appalti-un-piccolo-passo-che-non-basta.html

http://www.massimoderosa.it/riforma-codice-appalti-accolte-le-richieste-del-movimento-5-stelle/

 

Al seguente link invece il mio intervento in aula sul tema della riforma http://webtv.camera.it/archivio?legislatura=17&seduta=500&intervento=412273

 

 

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