Opere di Urbanizzazione Primaria – il Governo finge di non sapere!

  • 16 febbraio 2016
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L’ART. 16 COMMA 2-BIS DEL DPR 380/2001 NON E’ UNA QUESTIONE SOLO MILANESE.

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Durante il Question Time in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici del 4 febbraio, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha risposto ad una mia interrogazione con la quale ho chiesto notizie sull’attività d’indagine avviata alla fine dello scorso anno dalla Commissione Europea (EU Pilot 7994/15/GROW) in merito alle modalità di applicazione dell’art. 16 comma 2-bis del DPR 380/2001  previste nel capitolo 6 delle Linee Guida per la realizzazione delle opere di urbanizzazione approvate dalla Giunta di Milano nel giugno 2013.

Rispondendo all’interrogazione, il Ministero ha informato i deputati interroganti del fatto che il Comune di Milano ha inviato una nota di riscontro alla richiesta di chiarimenti trasmessa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e che il Dipartimento della Politiche Europee della Presidenza del Consiglio medesima ha provveduto ad inoltrarla alla Commissione e attende una prevedibile risposta della Commissione per il prossimo mese di aprile. In merito a ciò, va fatto rilevare non solo come l’invio di una comunicazione da parte del Comune di Milano fosse un fatto noto, ma anche che la Presidenza del Consiglio non abbia ritenuto necessario condurre direttamente, ovvero con l’ausilio degli uffici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alcun ulteriore approfondimento istruttorio in merito alla norma in questione.

Eppure non può sfuggire al Governo, ed in particolare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti impegnato nella predisposizione dei decreti delegati per la riforma della disciplina dei contratti e degli appalti pubblici, come l’art. 16 comma 2-bis del DPR 380/2001 introdotto alla fine del 2011 (Governo Monti) – consentendo l’esecuzione diretta, e senza obbligo di applicare il Codice dei Contratti Pubblici, delle opere di urbanizzazione primaria di importo inferiore alla soglia comunitaria – fa sì che si possa procedere al frazionamento ed allo scorporo della realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria dal complesso dei lavori connessi ad un intervento di trasformazione urbanistico-edilizia, e dunque eludere le regole che, invece devono trovare applicazione in ogni caso rispetto a lavori di importo superiore alla soglia, anche quando si procede alla loro aggiudicazione e realizzazione attraverso lotti funzionali e contratti distinti.

Tutto ciò continua ad essere previsto ed ammesso in barba alla normativa comunitaria e con buona pace dei principi proclamati nella Legge delega in materia di contratti pubblici recentemente approvata dal Parlamento, in base ai quali una norma di questo tipo andrebbe cancellata. Tra i principi enunciati nella delega, infatti, troviamo, tra gli altri, l’espresso divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie, ad eccezione di singole fattispecie connesse da urgenze di protezione civile, e l’obbligo di individuare espressamente i casi nei quali ricorrere, in via eccezionale alla procedura di gara senza preventiva pubblicazione di un bando di gara. E per quanto concerne gli appalti sotto la soglia comunitaria, la legge delega prevede che vengano, comunque, garantite la valutazione comparativa tra almeno cinque offerte e un’adeguata rotazione degli affidamenti.

Per queste ragioni, il Governo dovrebbe smettere di trascurare i problemi connessi all’applicazione dell’art. 16 comma 2-bis del DPR 380/2001, considerandoli soltanto come un fatto milanese, e prestare ascolto a quanti hanno segnalato le anomalie e le incongruenze della norma.

Restando al contenuto delle Linee Guida per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, dalla risposta del Governo si apprende che alla già ricordata attività di indagine avviata dalla Commissione Europea si aggiungerà presto una segnalazione dell’ANAC che considera le Linee Guida del Comune di Milano non conformi agli indirizzi che ha espresso in materia, visto che non specificherebbero l’obbligo di ricorrere alla gara nel caso in cui l’importo delle opere di urbanizzazione primaria sia superiore alla soglia comunitaria.

Su questo è lecito attendersi che il Comune di Milano non indugi oltre, e riformuli almeno il capitolo 6 delle Linee Guida. Ma nello stesso tempo si spera che il Ministero delle Infrastrutture – laddove ha anticipato il contenuto della segnalazione che l’ANAC starebbe per mandare al Comune di Milano – abbia fatto un errore materiale di trascrizione. L’ANAC non può limitarsi a segnalare al Comune di Milano la mancata previsione dell’obbligo di gara per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria di importo superiore alla soglia comunitaria, ma anche e soprattutto l’incompatibilità con la normativa vigente delle disposizioni relative alle modalità di determinazione dell’importo globale delle opere di urbanizzazione connesse ad un intervento urbanistico. I punti 1 e 2 del capitolo 6 delle Linee Guida prevedono, infatti, che dall’importo globale delle opere pubbliche connesse all’intervento urbanistico – da calcolarsi necessariamente ai fini della verifica del superamento o meno della soglia comunitaria – venga escluso l’importo delle “opere di urbanizzazione primaria funzionali all’intervento sotto soglia ai sensi dell’art. 16 comma 2-bis”

Quello che l’ANAC deve segnalare al Comune di Milano è, dunque, il fatto che le Linee Guida adottate dalla Giunta non specificano che, ove il valore dell’insieme delle opere di urbanizzazione connesse all’intervento urbanistico – e non solo di quelle primarie – sia superiore alla soglia di rilievo comunitario, è necessario il ricorso alla gara pubblica ai sensi del decreto legislativo n. 163/2006, e che dunque si pongono in contrasto con il diritto comunitario ed in modo particolare con l’art. 29 del Codice dei Contratti [http://www.codiceappalti.it/Art._29._Metodi_di_calcolo_del_valore_stimato_dei_contratti_pubblici.htm]

 

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http://www.fainotizia.it/contributo/15-02-2016/testo/edilizia-milano-linee-guida-non-rispettano-norme-ue

 

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