Leggere gli atti amministrativi di questa vicenda, iniziata nel 2003, rende chiaro il grumo di responsabilità di buona parte delle Amministrazioni coinvolte e la completa assenza di interesse politico a risolvere la situazione.
Il 23 aprile 2013 l’Assessorato regionale rifiuti aveva diffidato Invitalia (stazione appaltante) a “trasmettere entro 15 giorni il ricalcolo dei dati analitici relativi alla caratterizzazione secondo i criteri stabiliti dall’ARPA”; il 12 aprile 2016 (3 anni dopo!) l’ARPA Palermo è stata ancora costretta a sollecitare Invitalia e la ditta aggiudicataria a trasmettere i rapporti di prova della caratterizzazione effettuata.
Altro esempio: il 27 luglio 2015 ARPA Palermo comunicava che era stato trovato un accordo per l’integrazione del piano di caratterizzazione e che tale accordo necessitava di una validazione da parte dell’Asssessorato regionale; validazione che è stata trasmessa ad ARPA il 17 febbraio 2016 (quasi 7 mesi dopo!).
Ogni passaggio di carta da una scrivania all’altra è un inferno, espressione dell’assenza di volontà politica e amministrativa nel ridare alla città e alla seconda circoscrizione un luogo che meritano, da vivere. E non l’ennesima discarica, l’ennesima occasione perduta.
Il 22 aprile Invitalia ha diffidato a sua volta il laboratorio “Ambiente s.c.” a ultimare il lavoro. Che sia la volta buona? Vedremo.
Che fine hanno fatto i buoni propositi del Governo Crocetta che nel giugno 2013 tuonava per iscritto in risposta ad una interrogazione dei nostri deputati regionali Giampiero Trizzino, Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio: “qualora non dovesse essere trasmesso quanto richiesto entro 15 giorni, si procederà alla revoca del finanziamento, al recupero delle somme già erogate dallo scrivente, all’affidamento dell’incarico ad altra Società nonché alla trasmissione degli atti alla Procura della Corte dei Conti ed all’Avvocatura dello Stato affinché vengano posti in essere tutti gli atti necessari per tutelare questa amministrazione”. Allora l’Assessore era Niccolò Marino, poi silurato da Crocetta, forse per il buon lavoro che stava conducendo sul tema delle discariche.
Infine la “perla” riguarda il Comune di Palermo: per tutta la sindacatura Orlando non ha fatto muovere un sasso all’interno del Parco, divenuto discarica a cielo aperto. La motivazione era che non si sapeva se il parco fosse inquinato o meno.
Improvvisamente, il 2 marzo 2016 il Comune si sveglia e fa effettuare una rimozione dell’amianto (3.000 kg) e da mandato a tutte le strutture competenti (Re.Se.t, RAP, Verde e giardini) di effettuare interventi di manutenzione.
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