Sul fallimento rifiuti una settimana di bugie e discorsi “scarica barile”: il M5S fa paura

  • 13 giugno 2016
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Dopo una lunga settimana di articoli più o meno credibili sulle beghe, le polemiche e gli attacchi politici per la questione drammatica dei rifiuti in Sicilia tra Crocetta, l’assessore Contrafatto e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, voglio scrivere per denunciare l’ignoranza più totale di chi, in questo nuovo accordo con Roma, ha voluto illudersi di un cambiamento rapido, deciso ed efficace a fronte di anni di gestione inadeguata diretta conseguenza dell’incompetenza dell’amministrazione regionale.

Partiamo dal principio: dopo l’ennesima richiesta di commissariamento da parte del presidente della regione Crocetta (una richiesta fatta a gran voce poiché altro non sa fare se non mandare avanti la gestione rifiuti con i commissariamenti e gli stati emergenziali), Roma non concede poteri speciali ma estende per 6 mesi l’utilizzo delle discariche (con relative e necessarie ordinanze da sottoscrivere!) e dà dei “compiti a casa” tra cui l’incremento -chiamarlo irrisorio non basta!- del 3% della differenziata. Proprio la differenziata è il punto dolentissimo della gestione regionale e comunale in Sicilia: invece di pensare ora agli inceneritori come fa Crocetta sarebbe stato il caso di agire preventivamente e molto più efficacemente attraverso un buon programma di raccolta differenziata (vedi articolo). E in alcuni articoli dei giorni successivi, Crocetta si proclama paladino della tutela e la cura dell’ambiente, dopo anni di gestione rifiuti a dir poco fallimentare, difendendo l’accordo con Roma in cui molti hanno visto un vero e proprio diktat. Il fatto è che Roma non ha certo suggerito un percorso virtuoso incoraggiando definitivamente la differenziata piuttosto ha spinto sull’acceleratore nella corsa agli inceneritori cari a Crocetta. Nonostante le smentite di Crocetta e dell’assessore Contrafatto durante gli ultimi mesi, tutto questo era programmato: discariche sature, rifiuti fuori la Sicilia e soldi per impiantistica dannosa per l’ambiente e che, nella migliore delle ipotesi, entrerà in funzione tra qualche anno. Quindi spreco di soldi, spreco di tempo per correre dietro a finte soluzioni che da qui a breve mostreranno tutta la loro inefficacia. Il gioco con Roma si fa davvero drammatico quando tra il 6 e il 7 giugno alla scadenza della proroga per l’apertura delle discariche, alcuni autocompattatori si trovano davanti ai cancelli chiusi, impossibilitati a conferire i rifiuti. E’ il caos più totale e nel frattempo alcuni sindaci invitano i cittadini a non buttare rifiuti, a tenerli a casa, poiché si è impossibilitati a smaltirli. La nostra denuncia ha risuonato forte e chiaro: la situazione era prevedibile e noi lo avevamo fatto già molto tempo fa ma a quanto pare Crocetta e l’assessore Contrafatto hanno preferito arrivare al punto di non ritorno e invocare l’aiuto di Roma. (vedi articolo). All’arrivo dell’autorizzazione riaprono le discariche tranne Siculiana, priva dell’impianto di biostabilizzazione dei rifiuti. Ma alcuni comuni si vedono costretti a conferire a moltissimi chilometri di distanza in giro per l’isola e i costi di smaltimento vanno a pesare sulle tasche dei cittadini. L’Anci ha annunciato “azioni eclatanti”, sicura di un disegno preciso dietro il flop delle differenziata: il sospetto di una speculazione sulle discariche che ha portato alla situazione ingestibile di questi giorni diventa nuovo timore di speculazione sugli inceneritori (vedi articolo). Infatti la situazione che rimane disastrosa anche in questi giorni è permeata dalla forte e inamovibile volontà di Crocetta, sostenuto da Roma, di realizzare gli inceneritori al più presto, scoraggiando definitivamente la nascita di pratiche virtuose di smaltimento dei rifiuti. Noi M5S abbiamo messo in chiaro che non permetteremo in nessun modo che la Sicilia diventi la “ciminiera del Mediterraneo” e che ci opporremmo a qualsiasi piano Crocetta-Renzi che metta in pericolo la salute dei nostri concittadini oltre a gettare definitivamente dalla finestra qualsiasi buon proposito di tutela ambientale (vedi articolo). Ci opporremo poiché da tempo sbattiamo la realtà in faccia alla giunta Crocetta e abbiamo altresì puntualmente suggerito tutti i modi possibili per fare della gestione rifiuti siciliana una gestione positiva, senza sprechi di denaro e senza minacce alla salute dei cittadini. Ecco alcune soluzioni per le quali ci battiamo da lungo tempo:

  1. utilizzo delle isole ecologiche, degli impianti di compostaggio e i centri comunali di raccolta presenti in gran numero sull’isola e i quali, solo per una chiara mancanza di volontà politica, vengono lasciati fermi, inutilizzati!
  2. obbligare i comuni alla raccolta differenziata e prevedere forti sanzioni in caso di inadempienza: allo stesso Leoluca Orlando, che si butta nella bagarre di polemiche di questi giorni contro la gestione Crocetta, vogliamo ricordare che la raccolta a Palermo è inferiore al 9% e il secondo step è stato al palo per anni: solo sotto la minaccia delle disposizioni ordinate da Roma rivedrà forse la luce a partire dal prossimo mercoledì l’iniziativa risalente al 2013 “Palermo differenzia 2″(http://palermo.blogsicilia.it/rifiuti-palermo-di-riprova-parte-la-seconda-fase-della-differenziata/342852/)

Mentre il M5S proponeva soluzioni facili ed efficaci l’assessore Contrafatto ha avuto il coraggio di sostenere che la nostra attività politica sia stata un freno all’operato del governo Crocetta. Niente di più falso! Siamo consapevoli che questi attacchi, indirettamente suggeriti da Roma, alla nostra attività di contrasto nei confronti di una gestione confusa e disorganizzata sono sintomo di paura e voglia di nascondere i fallimenti del PD: abbiamo portato la questione di fronte alla Commissione Europea e alla Procura di Palermo. Da parte nostra continueremo a portare avanti tutte quelle azioni (anche con la Corte dei conti per danno erariale!) che non facciano ricadere costi gravosi sui cittadini ma sulle amministrazioni inadempienti! E sulla storia dei rifiuti ce ne sono di inadempienze amministrative!

Le parole della Contrafatto non sono altro che l’ennesima espressione del governo Crocetta che prova ad ogni costo a giustificare fatti ingiustificabili. L’assessore afferma che per altri 6 mesi, le discariche reggeranno al conferimento dei rifiuti ma ci chiediamo, poi che cosa succederà? Il corso della differenziata non permetterà il raggiungimento del 65% in tre mesi e gli inceneritori a lei tanto cari devono essere costruiti previo bando di gara e collaudati. Tutto questo nei prossimi sei mesi?

Come avevamo già detto ora l’unica soluzione è spedire i rifiuti fuori regione.

 

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