Multa all’Italia per le discariche abusive: denuncia M5S comincia a dare i suoi frutti

  • 29 giugno 2016
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La stampa di oggi ci mette a conoscenza dell’indagine coordinata dal sostituto procuratore generale della Corte dei Conti Donato Luciano, attraverso la quale è stato accertato un danno erariale di 27 milioni di euro a seguito delle multe derivanti dalla presenza e il funzionamento di  discariche abusive nel territorio della Regione Campania ed oggetto della condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) all’Italia del 2014.

Le notizie su queste indagini non possono che renderci soddisfatti: dopo la sentenza della CGUE è stato proprio il Movimento 5 Stelle a depositare presso la Corte dei Conti una denuncia per danno erariale, a seguito dei provvedimenti della Corte di Giustizia Europea contro il nostro Paese, iniziati nel lontano 2003; qui di seguito c’è un piccolo riassunto che fa capire chiaramente per quanto tempo le inadempienze delle amministrazioni hanno permesso il perpetrarsi dei comportamenti illegali per lo smaltimento dei rifiuti, in quasi tutte le regioni italiane:

  • la CE è venuta a conoscenza, dopo il 3° censimento delle discariche abusive da parte del Corpo Forestale dello Stato, del funzionamento di un vasto numero di discariche abusive ed incontrollate in Italia. Per questo motivo nel 2003 ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese.
  • nel 2007, la Corte di giustizia delle Comunità europee ha condannato la Repubblica italiana.
  • nel 2008 persisteva l’inadempimento generale già accertato dalla Corte.
  • nel 2013 la CE ha presentato un nuovo ricorso contro l’Italia per non aver adottato tutte le misure necessarie per conformarsi alla sentenza della Corte di giustizia della CE del 2007.
  • nel 2014 ha condannato l’Italia al pagamento di EUR 40 milioni fino al momento in cui avrà dato piena esecuzione alla sentenza del 2007!

Il giorno dopo quindi la condanna pecuniaria all’Italia per la presenza e il funzionamento di discariche abusive, (pericolose per la salute dell’uomo e l’ambiente) su tutto il territorio nazionale da parte Corte di Giustizia Europea, il M5S ha denunciato il grave danno erariale che ne derivava mettendo in pericolo le tasche dei cittadini. Col nostro esposto abbiamo voluto mettere in chiaro che, nel ricercare responsabilità e attribuire i conseguenti risarcimenti, la Corte dei Conti avrebbe dovuto rivolgersi ai presidenti del Consiglio ed i ministri dell’ambiente in carica all’epoca dei fatti, così come i sindaci e presidenti delle regioni pro tempore che hanno amministrato i territori in cui si trovano le discariche oggetto della sentenza della CGUE. La responsabilità pecuniaria deve ricadere sugli inadempienti delle amministrazioni e non sui cittadini!

Non possiamo che applaudire all’indagine della Procura campana ma allo stesso tempo ci chiediamo: dove sono le altre procure regionali competenti? Le circa 200 discariche abusive si trovano in quasi tutte le regioni italiane e proprio per questo chiediamo alla Magistratura contabile di intervenire ovunque.

Nel corso della nostra attività in merito a questa annosa questione, abbiamo più volte spronato le amministrazioni competenti a bonificare le discariche abusive quanto prima, per evitare di incappare in altre sanzioni: oltre ai 40 milioni stabiliti per le omissioni dal 2007, è infatti prevista una multa di 200 mila euro ogni sei mesi  per ognuna delle 198 discariche sparse per l’Italia non sanate (vedi elenco-discariche-da-ec).

Quanto alla Regione Sicilia, con una nostra diffida lo scorso anno abbiamo cercato di smuovere l’amministrazione per portare a termine le bonifiche delle 12 discariche abusive presenti sull’isola. Il 30 giugno, insieme ai colleghi Ignazio Corrao (Europarlamento) e Giampiero Trizzino (Ars), abbiamo poi inviato una lettera al Procuratore generale Giuseppe Aloisio nella quale, in merito al “possibile danno erariale per sanzioni sentenza CGUE 2 dicembre 2014 su 12 discariche fuori legge sul territorio regionale” su cui avevamo presentato l’esposto nel 2015, abbiamo ribadito la piena disponibilità ad essere ascoltati in un incontro ufficiale e fornire documentazione utile al fine di supportare il lavoro della magistratura e far sì che il nostro esposto sia correttamente valutato.

 

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