Lo stallo dei Rifiuti: raffica di inadempienze dalla 5/rif alla 28/rif

  • 10 dicembre 2016
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rifiuti sicilia

Le ultime notizie sul fronte dei rifiuti in Sicilia non si discostano da quelle lette negli ultimi anni. Tanto è vero che il nostro territorio vive ininterrottamente una pericolosa e perenne emergenza. Il ciclo dei rifiuti, infatti, continua ad essere improntato quasi esclusivamente sulle discariche, giacché la riduzione dei rifiuti non esiste (espressamente richiesta dalle norme europee) e le percentuali di raccolta differenziata (puntualmente normate dalle leggi nazionali)  sono lontanissime dagli obiettivi predisposti dall’articolo 205 del Testo Unico Ambientale. Il “sistema” si regge attraverso una serie di deroghe che dovevano essere l’eccezione (anche temporale) ma che di fatto sono diventate la regola: lo strumento straordinario è diventato ordinario!

Eppure attraverso un mio emendamento al MilleProroghe del 2013 (con cui si è abrogato il comma 2-ter dell’art. 2)  si era riusciti a mettere la parola fine al commissariamento (lo stato di emergenza è terminato il 31 dicembre 2013) sennonché (per aggirare le norme) il presidente Crocetta è passato dalle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri a quelle di somma urgenza del Presidente della Regione Siciliana. Ebbene sì, oggi tutto il sistema dei rifiuti siciliano viene gestito (si fa per dire) attraverso le ordinanze contingibili ed urgenti ai sensi dell’articolo 191 del D.Lgs 152/2006. A ciò si aggiunga come questo modo di agire corroda spazi di democrazia dal momento che i cittadini ed i consiglieri regionali non possono contribuire in nessun modo a stabilire quale debba essere la governance del ciclo dei rifiuti.

Tali ordinanze, in sintesi, servono ad andare in deroga a: leggi nazionali (quali ad esempio il codice Ambientale ed il codice degli appalti), regionali e alle Direttive europee. In merito alla normativa comunitaria bisogna evidenziare come la Sicilia abbia enormi difficoltà (e conseguenti procedure di infrazione vedi la procedura n. 2015/2165 relativa ai Piani regionali di gestione dei rifiuti in violazione degli articoli 28(1) o 30(1) o 33(1) della Direttiva 2008/98/CE) a rispettare la direttiva 1999/31/CE, in particolare l’articolo 6 che novella il trattamento dei rifiuti.

Di queste ordinanze, il Presidente Crocetta ne ha firmate ovvero reiterate molte, troppe, andando ben oltre i diciotto mesi previsti dal Testo Unico Ambientale, motivo per cui (ai sensi del comma 4 dell’articolo 191 del D.Lgs 152/2006) prima di emanarne un’altra ha dovuto chiedere preventivamente un accordo con il Ministero dell’Ambiente.

Alla luce di tale intesa, il Governatore della Regione siciliana ha firmato, in data 7 giugno 2016, una nuova ordinanza: la 5/rif. Un vero e proprio provvedimento omnibus contenente, tra le altre cose, la costruzione degli inceneritori, la possibile requisizione delle discariche, il commissariamento dei comuni che non raggiungono degli obiettivi di raccolta differenziata, l’approvazione del nuovo Piano dei rifiuti, e le deroghe riguardanti sia le autorizzazioni degli invasi che il trattamento dei rifiuti!

Ecco alcune delle principali scadenze (disattese) presenti nella ordinanza 5/rif:

  1. entro il 15.06.2016 l’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità doveva presentare un Disegno di Legge per una totale riorganizzazione della governance regionale dei rifiuti attraverso una drastica riduzione degli ambiti territoriali, prevedendo ambiti territoriali di affidamento di dimensione ultraprovinciale;
  2. entro il 17.06.2016 i Sindaci dovevano attivare ogni azione utile per incrementare le percentuali di raccolta differenziata che dovranno determinare degli incrementi minimi (+3%) allo scadere del 1° trimestre (30.08.16) e del +6% al 2° semestre (30.11.16);
  3. entro il 07.07.2016 i Sindaci e Consigli Comunali dovevano adottare o adeguare il Regolamento Comunale per la RD che tenga conto sia dei progressivi aggiornamenti normativi, sia di quanto si rende necessario attuare con l’avvio immediato del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti differenziati imposto in forza della presente ordinanza (incrementi obbligatori +3% al 30.08.16 e un altro +3% al 30.11.16);
  4. entro il 07.07.2016 le SRR ovvero i Comuni in forma singola o associata dovevano indire le procedure di gara mediante lo strumento degli accordi quadro d’ambito per l’affidamento dei servizi di gestione mediante l’obbligo per i Comuni afferenti l’ambito territoriale ottimale di riferimento di aderire con appositi contratti di servizio standard agli accordi quadro aggiudicati dalla SRR;
  5. entro il 15.07.2016 i sindaci dovevano inviare con valore di notifica al Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, la copia del Regolamento Comunale adottato;
  6. entro il 31.07.2016 Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti (nelle more dell’approvazione del Disegno di Legge di riorganizzazione della governance) doveva predisporre una Piano d’azione che prevedesse la riduzione e ristrutturazione funzionale ed organizzativa delle SRR, almeno secondo il criterio della ultra provincialità;
  7. entro il 30.08.2016 il Presidente della Regione doveva aggiornare il Piano Regionale di gestione dei rifiuti urbani, alla luce dell’adottando schema DPCM redatto ai sensi dell’articolo 35 comma 1, del DL 133/2010, previa procedura di valutazione ambientale strategica i cui tempi relativi alla consultazione e alla conclusione della procedura sono ridotti ad un terzo di quelli previsti dall’Art.12 e seguenti del D.Lgs. 152/2006.

Sull’osservanza delle prescrizioni e, soprattutto, sul rispetto dei tempi dettati dall’ordinanza in teoria starebbe vigilando, con cadenza semestrale, il ministero dell’Ambiente.

Per di più, considerando che un ruolo centrale su questi tipi di accordi lo svolge finanche il Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie, ho presentato un’interrogazione al Min. Costa che, il 19 luglio 2016, ha risposto oralmente in plenaria. Inutile dire che – nonostante diverse scadenze contenute all’interno della ordinanza 5/Rif fossero già superate – il Ministro non ha saputo dire altro che vigileremo! (nel link di questo video potete vedere l’imbarazzante risposta del Ministro).

Nonostante questa non risposta la mia attività su questo punto è continuata, infatti ad inizi di dicembre di quest’anno, al fine di conoscere i risultati di questo provvedimento ovvero della attività di verifica del MATTM, ho depositato un’interrogazione per chiedere al Ministro competente il puntuale stato di attuazione ovvero le azioni messe in campo dalla Regione siciliana come previsto e prescritto dall’ordinanza richiamata.

Intanto, però, nel totale silenzio de mezzi di informazione, il primo dicembre 2016 il Presidente Crocetta ha firmato tre nuove ordinanze: 26/Rif, 27/Rif e la 28/Rif. In parole povere una nuova reitera al ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti nelle more del rientro in ordinario.

Quello che fa più ridere dell’oggetto di questi provvedimenti straordinari è la parola “ temporaneo“!

Una temporaneità lunga più di venti anni.

Infine v’è da aggiungere come pur non facendo parte della Commissione Bicamerale d’Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, ma avendo seguito i lavori molto da vicino,  tutte le mie critiche sono state accolte e riportate nella relazione territoriale finale sulla regione siciliana ed approvata quest’anno sia della Camera dei Deputati che dal Senato della Repubblica.

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Rifiuti. Relazione shock della commissione parlamentare d’inchiesta alla Camera: “Inquinato l’intero sistema di gestione dei rifiuti nella Regione”.

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