Discariche abusive e multe UE: una questione che non si può archiviare

  • 15 aprile 2017
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I responsabili delle omesse bonifiche vanno individuati

Da molto tempo sto portando avanti una battaglia politica sull’annosa questione delle multe UE relative alle discariche abusive. Intanto il sistema rifiuti siciliano è al collasso e le politiche di questi anni, compresa quella dell’attuale Governo Crocetta, non hanno ottenuto nessun risultato positivo, ma addirittura sono state disastrose, amplificando l’entità del problema.

Ultimo atto di questa mia battaglia è stato quello di un’interrogazione parlamentare, della quale sono prima firmataria, perché il Governo italiano si decidesse finalmente a rendere pubbliche le multe salatissime, pagate in seguito alle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione Europea. Il sottosegretario per le Politiche e gli Affari Europei, Sandro Gozi ha così certificato pubblicamente che, al 21 marzo 2017, il nostro Paese ha pagato ben 329.22 milioni di euro alla Commissione europea.

Di questi, ben 141 milioni di euro per la sentenza “discariche abusive” e circa 270 milioni riguardano sanzioni relative a danni ambientali. Come è possibile che non esista una sentenza della Corte dei Conti per far pagare queste ingenti multe ai veri responsabili, e non ai cittadini? Questo è l’obiettivo principale di questa battaglia, insieme a quello di ottenere l’effettiva bonifica di questi luoghi, che rappresentano una minaccia per la salute pubblica.

Per la Sicilia si tratta di una stangata da 2,6 milioni ogni semestre ma nessuna azione di rivalsa dovrà essere esperita dallo Stato su regioni e comuni. L’ha deciso il Tar del Lazio con una serie di sentenze con le quali ha accolto i ricorsi proposti dalla regione Friuli Venezia Giulia e da alcuni comuni.

Il lungo elenco siciliano delle discariche abusive ne contiene 12. Per una di esse Priolo Gargallo, classificata alla voce “rifiuti pericolosi”,  scatta una multa doppia, da 400 mila euro ogni 6 mesi, mentre per le altre 11 scattano 200 mila euro ogni sei mesi. C’è poi la paradossale vicenda della Rada di Augusta, della quale siamo riusciti a ottenere l’esclusione. E così la brillante regione siciliana ha già pagato, senza nulla fare di concreto per risolvere questo problema, ben 10,4 milioni di euro fino alla data di agosto 2016, siamo ancora in attesa (nonostante sollecitato con ulteriori atti di Sindacato ispettivo) dell’ultima semestralità di dicembre del 2016.

Ho presentato un esposto alla Procura di Palermo (so che molti miei colleghi hanno depositato i medesimi esposti nelle altre 18 regioni coinvolte) del 18 settembre 2015, depositato al fine di sollecitare i Magistrati a disporre gli opportuni accertamenti per la violazione dell’art. 452 terdecies del codice penale, in quanto la “bonifica, il ripristino o il recupero dello stato dei luoghi” per ciò che riguarda le 11 discariche siciliane oggetto della causa, non è stata effettuata.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna (relativamente alla discarica abusiva che si trova a Leonforte) ha avanzato al Giudice per le Indagini Preliminari richiesta di archiviazione, senza aver fatto in realtà alcuna indagine né aver individuato i soggetti che in questi anni non hanno effettuato le bonifiche. Il PM giustifica tale richiesta di archiviazione con la scusante che è in itinere un progetto di bonifica, e nulla dice su chi ha in questi anni omesso di avviare la bonifica stessa che, alla data di agosto 2015, ci era già costata ben 800 Mila euro. Io, attraverso il mio rappresentante legale, mi sono opposta a questa richiesta di archiviazione.

Nel frattempo i mesi passano e le multe aumentano, ma non vedo all’orizzonte alcun impegno concreto affinché si concluda questo processo sanzionatorio. Proprio per questi motivi non solo ho depositato questo esposto in procura ma ho anche depositato, il 17-12-2014, un esposto alla Corte dei Conti della Regione Lazio affinché si individuino su scala nazionale i responsabili dello stallo sulle bonifiche e il conseguente danno erariale sia a loro intestato.

I cittadini sono stufi degli annunci. All’indomani della condanna l’assessore regionale Contrafatto aveva rilasciato dichiarazioni a mezzo stampa sull’avvio delle bonifiche e sui fondi stanziati per effettuarle, ma dopo gli annunci nulla di rilevante è accaduto.

Il sistema della gestione rifiuti in Sicilia è in condizioni estremamente critiche anche su altri fronti (la gestione del percolato, per fare solo un esempio) e chi aveva il dovere di fare scelte sostenibili, bonificare, evitare le multe, vigilare, è stato inadempiente. Sono questi soggetti che devono pagare il caro prezzo delle loro omissioni, e non i cittadini. Invito dunque la cittadinanza a partecipare all’udienza che avrà luogo il prossimo 26 Settembre presso il Tribunale di Enna. Se il giudice dovesse accogliere la richiesta di archiviazione, per l’ennesima volta si eviterebbe di affrontare l’importante questione delle responsabilità. Il problema delle discariche abusive va risolto con decisione e tempestività, in quanto rappresenta un costo eccessivo per le casse dello stato e da esso dipende la salute dei cittadini. Chi l’ha messa a rischio, sperperando anche denaro pubblico, va individuato e sanzionato.

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