36 milioni per 35 comuni siciliani da destinare al recupero di spazi ed edifici pubblici. Nel palermitano: Palermo, Bagheria, Carini, Monreale, Partinico e Termini Imerese

  • 12 maggio 2017
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La riqualificazione urbana delle città siciliane: i fondi comunitari come opportunità di risanamento sociale ed ambientale e di ripristino della legalità negli spazi urbani degradati

Ancora oggi nel Meridione, ed in particolar modo in Sicilia, sono diversi i contesti che risultano caratterizzati da elevato disagio sociale, degrado ambientale ed alti tassi di dispersione scolastica e formativa. Ora più che mai, il tema del miglioramento del tessuto urbano nelle aree a basso tasso di legalità non può che rappresentare una priorità, su più livelli, per il decisore pubblico.

È sempre più evidente lo stato di abbandono di alcune aree metropolitane e, soprattutto nelle zone periferiche, si assiste ad un costante e progressivo (nonché trasversale) aumento della povertà; la carenza di servizi adeguati e la quasi assenza nei territori più difficili di attività di carattere associativo/culturale hanno determinato (e tutt’ora determinano) numerose situazioni di degrado, il più delle volte connotate da forti condizioni di illegalità.

Per far fronte alle suddette criticità – e nell’ottica di realizzare un concreto cambiamento degli assetti urbani che presentano maggiori problematiche dal punto di vista della marginalità socio-economica – il Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali della Regione Siciliana, in attuazione alle Azioni previste dal POR FERS 2014-2020, ha avviato una procedura valutativa per la selezione di proposte per la realizzazione di Interventi di recupero funzionale e riuso di vecchi immobili di proprietà pubblica in collegamento con attività di animazione sociale e partecipazione collettiva, inclusi interventi per il riuso e la ri-funzionalizzazione dei beni confiscati alle mafie (Azione 9.6.6 – Asse 9 “Inclusione sociale”, Priorità d’investimento 9b: “Fornire sostegno alla rigenerazione fisica, economica e sociale delle comunità sfavorite nelle zone urbane e rurali”).

Questo avviso – che prevede risorse disponibili per un ammontare complessivo di più di 36 milioni di euro, 36.660.000,00 euro per l’esattezza – ha dunque lo scopo di favorire interventi di recupero, adeguamento e ri-funzionalizzazione di immobili (spazi ed edifici), con particolare rifermento ai beni sottratti alla criminalità organizzata, da parte di enti locali da destinare all’erogazione di servizi e attività sociali e/o con funzioni di animazione socio-culturale e sportiva la cui destinazione d’uso sociale è condivisa e anche costruita con la popolazione residente e gli attori del volontariato, associazionismo, terzo settore operanti a livello territoriale. Sono ammissibili al contributo finanziario – pari per ciascuna operazione ad un massimo di 600 mila euro – le operazioni di riqualificazione, riconversione e ristrutturazione, del patrimonio edilizio pubblico e degli spazi pubblici in condizione di sotto-utilizzo e/o non più rispondenti alle funzioni originarie.

Si evidenzia, al riguardo, che la dotazione finanziaria dell’Azione 9.6.6. del POR FESR 2014-20 Sicilia, che è pari a 39 milioni di euro, potrà essere integrata con eventuali ulteriori risorse che si dovessero rendere disponibili a seguito di rimodulazione del Programma.

L’Avviso specifica che possono presentare istanza di finanziamento le 18 Città Polo e/o con popolazione superiore a 50.000 abitanti (Acireale, Catania, Bagheria, Palermo, Messina, Siracusa, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Trapani, Erice, Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Gela, Modica, Ragusa, Vittoria) nonché le 17 città del peculiare cluster di città che hanno elaborato un Piano Strategico e/o un Piano Integrato di Sviluppo Urbano (PISU) nel precedente periodo di programmazione, caratterizzate in genere da dimensione demografica tra i 30.000 ed i 50.000 abitanti (Alcamo, Avola, Augusta, Barcellona Pozzo di Gotto, Canicattì, Carini, Comiso, Favara, Licata, Sciacca, Misterbianco, Mascalucia, Milazzo, Monreale, Partinico, Paternò, Termini Imerese). Ben 35 città ammissibili sul territorio siciliano (che possono realizzare al massimo 69 progetti da 600 mila euro)!

Come si vede, si tratta di una importante opportunità che l’Unione Europea mette a disposizione degli Enti Locali beneficiari affinché si adoperino per provvedere nel senso di un compiuto ed omogeneo risanamento di tutte quelle aree che, per diverse ragioni, non sono in grado di assicurare ai cittadini che vi risiedono un adeguato livello di funzionalità, benessere, cultura e legalità.

Dalla riqualificazione dei contesti urbani, difatti, dipende la tenuta stessa del tessuto sociale di una comunità; una comunità troppo spesso messa da parte e lesa da un’inadeguata pianificazione territoriale ed urbanistica nonché da una mancata o comunque del tutto insufficiente azione tesa a favorire concrete prospettive di rilancio e sviluppo delle aree metropolitane più svantaggiate.

Ci auguriamo che le amministrazioni comunali prendano in seria considerazione questa grande occasione di riscatto e che agiscano in maniera tempestiva sfruttando al meglio le risorse economiche disponibili; i fondi per realizzare questa complessiva azione di risanamento e di contrasto al degrado urbano ci sono, è responsabilità degli Enti Locali fare in modo che tale opportunità non venga sprecata!

Come sempre infatti ci sono dei tempi da rispettare. Il bando è stato pubblicato il 5 maggio 2017 e le amministrazioni hanno tempo 90 giorni per presentare tutti i documenti redatti nelle modalità indicate nel bando stesso.

I comuni destinatari di tali fondi non possono certo dire di non avere aree o edifici da ristrutturare e affidare, solo per fare qualche esempio mi vengono in mente: gli spazi della cava Sensale di Capaci (bene confiscato alla mafia che i cittadini vorrebbero convertire in un parco urbano con valenza archeologica, paesaggistica e di archeologia industriale), il lungomare di Carini che a seguito delle demolizioni sta riconquistando il fronte a mare oltre a delle splendide spiagge, per continuare con il parco dei Corsari di Palermo o alle aree portuali di Termini Imerese e Bagheria. Mi auguro quindi che i comuni destinatari non perdano questa occasione per poi dire che “non ci sono i soldi”, i soldi ci sono ma bisogna stare attenti ed essere tempestivi.

Lungomare Cristoforo Colombo di Carini

 

Di seguito, tutti i dettagli relativi all’Avviso:

http://lineediattivita.dipartimento-famiglia-sicilia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1122

http://lineediattivita.dipartimento-famiglia-sicilia.it/images/documenti/2017/a597.pdf

 

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