Il salto di qualità sulla mobilità elettrica di cui parla la Bonafè è un’invenzione, da parte della maggioranza manca la volontà politica

  • 31 maggio 2017
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Leggo con stupore dalle agenzie di stampa le dichiarazioni dell’europarlamentare PD Bonafè, secondo cui il nostro paese è pronto al “grande salto” per quanto riguarda la mobilità elettrica. Evidentemente la Bonafè non ha seguito le vicende della manovrina al vaglio della Camera, per la quale avevo presentato tre emendamenti (che sono stati bocciati in commissione e verrano riproposti nell’ambito del ddl concorrenza) con lo scopo di agevolare concretamente l’adozione della mobilità elettrica privata, mediante misure rivolte ai consumatori, e non a favorire le aziende produttrici.
Per quanto riguarda questa manovra, in realtà, gli spazi per la mobilità sostenibile sono stati limitatissimi e pare evidente che il “grande salto” di cui parla la Bonafè è ben lontano dall’essere realizzato, fino a quando non ci sarà la volontà politica di farlo. Il parlamento ed alcuni pezzi del governo purtroppo non sono connessi con il resto del mondo, che sta facendo passi da gigante dal punto di vista del trasporto a zero emissioni (India e Cina comprese, che guardano al futuro con atti concreti e incisivi).

Nei giorni in cui apprendiamo dal Ministro Calenda e dalla Strategia Energetica Nazionale che deve essere messo in atto uno “sviluppo massivo della mobilità privata elettrica” e assistiamo alla definizione della Roadmap della mobilità sostenibile, esecutivo e parlamento si dimostrano insensibili al tema e la montagna partorisce il solito topolino, con due emendamenti accolti, colonnina di ricarica universale e quota di mezzi pubblici elettrici, che sono un segnale assolutamente insufficiente e non favoriscono affatto la diffusione della mobilità elettrica privata. La leadership del Pd farebbe bene a stimolare parlamentari e membri del governo a produrre più atti concreti sul tema, rinunciando a fare dichiarazioni pubbliche che non corrispondono alla realtà dei fatti.

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