Sopralluogo foce torrente Nocella a Trappeto. Sversamento di liquami nel torrente Nocella: moria di anguille, bollori di gas e degrado

  • 8 giugno 2017
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Come anticipato ieri sera su Facebook, questo mattina mi sono recata a fare un sopralluogo alla foce del torrente Nocella (C.da San Cataldo, Trappeto – PA), un torrente che insieme al suo affluente Puddastri, attraversa alcuni comuni del palermitano: nello specifico Terrasini, Partinico, Trappeto e Montelepre.

Ai locali, come anche alle autorità del territorio (amministrazione, vigili urbani, guardia costiera, carabinieri, ARPA, ecc), la questione è nota da diversi anni; in genere nei mesi tra settembre e gennaio si manifestano puntualmente sversamenti di sostanze scure e maleodoranti puntualmente analizzate dall’ARPA che ne individua una significativa origine nelle lavorazioni dei frantoi e delle cantine vinicole. A questo si aggiunge la devastante situazione dei depuratori dei comuni di Partinico e Montelepre che (come tanti altri) sono stati realizzati per una popolazione numericamente inferiore all’attuale.

Ricordiamo a tal proposito che sui scarsi livelli di depurazione o sull’assenza totale di sistemi di depurazione pendono sul nostro paese due pesanti procedure di infrazione la cui sanzione pecuniaria iniziale si potrebbe aggirare intorno ai 400 milioni di euro (prorogabili ogni 6 mesi fino alla risoluzione del problema). A poco o nulla, sotto questo aspetto, sono serviti fino ad oggi sia i richiami dell’europa sia il commissario straordinario (prima regionale nella figura dell’Assessore Contrafatto e poi nazionale).

Ma tornando alle vicende odierne, questa mattina, accompagnata da Bruno Allioto e da Giuseppe Andolina, mi sono recata alla foce del Nocella per capire meglio cosa fossero quei bollori che avevo visto in un video caricato su Facebook. Purtroppo la visita odierna ha presentato una situazione ancora più devastante di ieri poiché oltre ai bollori vi era una quantità di liquami e di fanghi da depurazione (a grossi pezzi) galleggianti su tutta la foce da fare letteralmente venire la nausea oltre ad un’ampia area del mare antistante la foce le cui acque erano (e sono) di colore marrone intenso. Bastava restare a guardare la foce per qualche minuto per vedere ad un certo punto, prima piccole bollicine venire a galla, poi un grosso bollore portava in superficie  una melma densa talvolta anche di un metro di diametro.

Non vi nascondo di essere rimasta per un buon quarto d’ora imbambolata a pensare: ma com’è possibile che succeda questo? qui le persone, i bambini ci vengono a fare il bagno, gli sportivi ci vengono a correre o a pescare, i turisti delle strutture ricettive si fanno lunghe passeggiate (anche stamattina ho incontrato sulla spiaggia un villeggiate veneto ospite di una struttura alberghiera vicina).

La domanda come al solito è: Cosa fare? chi chiamare? di chi è la responsabilità?

Ci siamo quindi messi al telefono a chiamare tutte le autorità di controllo:

  • l’ARPA Palermo, nella figura del Dirigente Giovanni Abbate il quale ha mandato 2 operatori per fare i rilievi ed i prelievi. Il funzionario dell’ARPA ha ipotizzato che si trattasse di qualche “villino o struttura ricettiva” che aveva scaricato abusivamente; ho tentato di fargli immaginare che la quantità era tale che non poteva essere questo il motivo ed anche i due operatori che hanno fatto i prelievi hanno confermato che loro stessi non avevano mai visto una cosa di questo genere. Gli operatori si sono quindi spostati a fare altri prelievi in altri punti tra cui il depuratore. Anche noi siamo poi andati al depuratore di Partinico che era chiuso e l’ARPA ci ha detto che l’acqua che usciva dal depuratore era pulita (Aggiungo io: se anche dal depuratore di Montelepre escono acque pulite, mi viene da pensare che magari lo sono proprio perché ormai hanno scaricato tutto quello che c’era da scaricare). Relativamente al fenomeno dei “bollori” ho chiesto agli operatori dell’ARPA qualche spiegazione e mi hanno detto che si tratterebbe di sacche di gas (metano) che si formano a seguito della fermentazione dei liquami. La domanda mi è quindi sorta spontanea: per capire quando ha avuto origine lo sversamento, sarebbe utile sapere in quanto tempo avviene questo processo di fermentazione, ma gli operatori non mi hanno saputo dare una risposta; la chiederò ai soggetti preposti.
  • la Guardia Costiera di Terrasini nella figura del Comandante Lamanna il quale mi ha chiesto di inviargli un rapporto dettagliato, anche con immagini, della situazione odierna al fine di poter verificare se questi liquami sono originari del depuratore di Partinico, del depuratore di Montelepre o di qualche autobotte locale che ha indegnamente scaricato la propria cisterna nel torrente. Per quest’ultima ipotesi io ho qualche dubbio proprio perché la quantità di liquami in mare e nella foce erano davvero troppi.
  • i NOE dei Carabinieri di Palermo i quali anche loro, conoscevano già questa realtà, ma mi hanno chiesto una relazione dettagliata che gli invierò in questi giorni.
  • non sono riuscita a mettermi in contatto purtroppo con l’ARPA Sicilia.

Personalmente mi sono occupata del torrente Nocella grazie al coinvolgimento del caro e defunto Prof. Gino Scasso di Partinico (un vero Don Chisciotte sempre osteggiato nel suo territorio per le battaglie ambientaliste che portava avanti) ed ho continuato anche in parlamento monitorando il tema della depurazione costantemente (anche se nel caso specifico del Nocella la competenza è regionale); ma a fronte di interrogazioni parlamentari, denunce e accordi d’intesa tra comuni la situazione è sempre la stessa: anguille (specie protetta poiché in estinzione) morte, cartelli con divieto di balneazione su cui di anno in anno viene corretto l’anno (farò richiesta di accesso agli atti poiché mi pare strano/comico che in questo momento ci sia un cartello con riportata una delibera n. 16 del 21-09-2017…avete letto bene), articoli e servizi sui social e mezzi di informazione…ma non succede NULLA NULLA NULLA.

Nessuna amministrazione locale mi risulta abbia investito decisamente per risolvere questo problema, sia in termini di controllo/vigilanza del territorio sia in termini di informazione al cittadino.

I video e le foto che qui vi allego credo che parlino da soli.

Infine vorrei dire che non sarà certo il mio sopralluogo a cambiare le cose, non perché sottovaluti il mio ruolo di parlamentare ma perché solo quando la cittadinanza si sentirà giornalmente indignata, la politica locale avrà un sussulto di dignità nel risolvere il problema, solo se giornalmente chiederà spiegazioni ai suoi amministratori questi inizieranno a dover trovare risposte concrete, solo se si sentiranno padroni di un bene che è di tutti loro/noi e lo vorranno proteggere senza voltarsi mai dall’altro lato potranno scoprire la bellezza del semplice agire per il bene comune.

Personalmente mi continuerò ad impegnare e portare avanti quelle azioni che devono far pagare i danni di questo scempio non ad ignari cittadini ma ai soggetti inadempienti, non mi arrendo, non siamo “anime morte” come scrisse Nikolaj Gogol, siamo siciliani, un popolo meraviglioso ma che deve sentirsi orgoglioso e padrone delle sue bellezze che alcuni delinquenti stanno sommessamente distruggendo a danno dell’ambiente, del turismo e della nostra salute.

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