Due telefonate di troppo!

  • 21 giugno 2017
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In merito all’articolo che mi cita qui di seguito, vorrei condividere con voi una delle “esperienze” che hanno di certo caratterizzato e segnato la mia attività politica e parlamentare per il mio amato territorio siciliano!

Ricordo ancora molto bene le due telefonate che ho ricevuto il giorno dopo l’approvazione del mio emendamento (del febbraio del 2014) che ha messo fine alla pluriennale gestione commissariale dei rifiuti in Sicilia.

L’obiettivo del mio emendamento, come sostenuto da annI di attività sul territorio, era quello di riportare la Regione Siciliana ad una gestione ordinaria dei rifiuti, un ordinario fatto di impianti di compostaggio, di un piano di gestione dei rifiuti vigente ed a norma, di piani comunali di raccolta differenziata spinta volti al raggiungimento del 65% di RD e di piattaforme per i materiali differenziati gestiti al meglio.

Oggi la realtà purtroppo è ancora lontana anni luce da questi obiettivi e la responsabilità è sia burocratica che politica.

Non sono state due belle telefonate ma i contenuti ed i soggetti che vi hanno preso parte resteranno scolpiti nella mia memoria.

La prima telefonata l’ho ricevuta da due deputati regionali palermitani che solo dopo mi informavano come la chiamata si stesse svolgendo in vivavoce con il sindaco Leoluca Orlando il quale voleva sapere come venissero distribuiti ed a chi fossero affidati i fondi della gestione commissariale, nel suo caso, già destinati alle infrastrutture palermitane;

La seconda telefonata l’ho ricevuta dall’allora commissario straordinario Marco Lupo che tentava di spiegarmi come l’attività fatta dall’unità commissariale, anche grazie a “certi equilibri” politici locali, era volta a realizzare delle infrastrutture pubbliche di cui a regione necessitava.

Io ho risposto ad entrambe nel modo più ovvio: “il mio emendamento non poteva certo fermare la realizzazione delle infrastrutture necessarie le quali si potevano (e si possono) realizzare con una gestione ordinaria dei fondi e dei bandi e soprattutto che quella proposta era il frutto del mio attivismo sul territorio e quando è stato messo in votazione in aula, oltre a ricevere l’appoggio dell’allora mio gruppo parlamentare, è stato approvato dalla maggioranza cui appartiene la politica locale regionale”.

 

PS

Voglio lasciare una traccia anche qui, oltre che sui social fb e twitter, di quello che ritengo essere parte integrante della mia attività parlamentare in rappresentanza di un territorio martoriato.

 

 

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