Sicilia: l’ennesima occasione persa per le periferie, ZEN e Librino restano senza fondi per la riqualificazione

  • 26 giugno 2017
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La graduatoria dei finanziamenti per la riqualificazione delle aree urbane degradate è stata da poco pubblicata dalla Presidenza del Consiglio e la Sicilia, come spesso accade, ha perso un’ulteriore occasione per disporre di soldi utili e intervenire incisivamente sul proprio territorio urbano. La dotazione del Fondo per l’attuazione del Piano nazionale è di 75 milioni di euro per il 2017 e sono stati ammessi i progetti presentati entro il 30 novembre 2015. Solo tre comuni siciliani compaiono tra i 46 che riceveranno il finanziamento, ovvero Erice, Agrigento e Acireale.

Gli altri progetti presentati, tra i quali quelli annunciati in pompa magna dai sindaci di Catania, Enzo Bianco, e Palermo, Leoluca Orlando, non sono stati ammessi. Zen e Librino sono quartieri pieni di criticità e questi soldi sarebbero stati essenziali per migliorare la vita delle tantissime persone che li abitano, ma a causa di chi ha il compito di governare Catania e Palermo, non  ci sarà un euro per i due quartieri periferici.

Perdere occasioni come queste vuol dire semplicemente cattiva amministrazione. Agli annunci elettorali infatti non seguono risultati concreti. A Palermo e Catania le aree urbane degradate non mancano affatto, ma i sindaci non sono stati capaci di predisporre gli uffici comunali per presentare progetti validi, che non finiscono al duecentesimo posto e oltre nella graduatoria, come nel caso del capoluogo regionale. Un mistero avvolge poi il progetto catanese, annunciato, ma non presente, neanche tra i comuni non ammessi.

Non presentare progetti o non vedere selezionate le proposte fatte non significa solo non saper preparare gli uffici comunali, ma anche non avere una visone di medio e lungo periodo. Negli uffici comunali ci sono anche persone molto valide e preparate, capaci di progettare (che dal latino significa: gettare avanti, prevedere, anticipare) ma devono avere l’input da chi amministra, che invece di aspettare finanziamenti a pioggia dovrebbe gestire e prevedere le esigenze del territorio.

Il sindaco Orlando amministrerà questa città per la quinta volta, ma nel suo modo di amministrare la progettualità è inesistente, e si preferisce la gestione delle emergenze. Non basta di certo qualche slogan su fantomatici piani regolatori (che poi non vengono adottati) per dire di saper amministrare. Queste cose il Sindaco, con la sua decennale esperienza di amministrazione, dovrebbe saperle fare anche con una certa semplicità e velocità, e invece dai deludenti risultati indiscutibili credo che le ignori costantemente.

Anche il Governo nazionale sulle periferie mostra una certa confusione. Martedì 27 ascolteremo in Commissione Periferie il Ministro dell’Istruzione, a cui abbiamo intenzione di chiedere cosa questo governo intenda fare per ristrutturare i fatiscenti (sia in termini di sicurezza, che di dotazioni ed offerta formativa) edifici scolastici, indispensabili presidi di istruzione e legalità nei quartieri più degradati.

Ad incrementare la confusione è arrivato anche il contributo del Mibact. L’attuale Ministro Franceschini ha infatti inserito all’interno del Dipartimento di arte contemporanea la Sezione Periferie. Sarebbe interessante sapere come sta funzionando quel segmento di Dipartimento, quali sono le priorità individuate, quali le criticità ed i principali interventi in calendario. A parte l’organizzazione di premi e convegni.

La Sicilia potrà cominciare a rinascere solo quando opportunità come questa verrano colte anziché sprecate. E servirebbe anche una maggiore attenzione da parte del Governo alla questione periferie, troppo spesso considerata secondaria e affrontata senza provvedimenti realmente incisivi e soprattutto senza una visione di insieme. Chi amministra gli enti locali ha invece il dovere di accedere a questi finanziamenti, così come a quelli europei, ma molto spesso l’inerzia ha la meglio, o l’approssimazione nella presentazione dei progetti prevale, e le possibilità di investire su un territorio che necessita di interventi urgenti sfumano a causa degli amministratori incapaci.

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