Il ministro dell’Interno Minniti in Commissione Periferie!

  • 19 settembre 2017
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Oggi in commissione d’inchiesta sul degrado delle Periferie abbiamo audito il ministro degli Interni Minniti che ci ha fatto un quadro ampio ed organico delle azioni che il suo ministero sta portando avanti su moltissimi temi. Le sue parole d’ordine, “coordinamento” e “messaggio da trasmettere”,  le condivido, ma personalmente i metodi su alcuni temi hanno suscitato in me non pochi dubbi.

Vi invito quindi a rivedere la sua relazione che potete trovare in questo link e le domande che ho posto si sono concentrate su 5 TEMI che io reputo (magari mi sbaglio) importanti:

  1. ATTENTATI TERRORISTICI: gli attentati di Barcellona e Londra vedevano come strumentazione quello di armamenti esplosivi o incendiari che nei precedenti attentati non si aveva avuto. Il Ministro ha dichiarato che il “temi di reazione” di questi attentati non permettono di fatto la previsione degli stessi attentati. Allora mi chiedo se le politiche che sta mettendo in atto il nostro paese non siano fortemente in contrasto con la storia di buona integrazione e convivenza di cui l’Italia può vantare. Penso ad esempio alla comunità greca di Piana degli Albanesi. Forse il fatto che in Italia non ci sono stati (fino ad oggi per fortuna) attentati dovrebbe portarci a capire meglio le motivazioni degli attentati e non invece ad una schedatura dei soggetti musulmani che vivono nel nostro paese…non voglio esagerare ma questi metodi mi ricordano troppo certe politiche di controllo della popolazione del passato.
  2. FLUSSI MIGRATORI: Il Ministro ci ha dato dei numeri che personalmente, insieme al tema degli attentati, mi hanno ricordato molto il film “Attratto al Potere”. Nei giorni scorsi Gino Strada ha dichiarato che il nostro paese sta di fatto pagando la Libia affinché i flussi migratori da quel paese diminuiscano. A quanto pare questo sistema sta funzionando ma probabilmente sta funzionando perchè i paesi di origine stanno di fatto impedendo a quei cittadini che si sentono perseguitati politicamente di andare via da quel paese stesso, imponendo invece dei sistemi di carcerazione forzata che in termini di diritti umani suscita non poche criticità. Penso che le azioni del Governo contrastano fortemente con la nostra Costituzione, nello specifico, con il comma 3 dell’articolo 10. Il Ministro resta dell’idea di intervenire nel nostro paese con politiche di accoglienza e nel paesi di partenza con politiche che io definisco economiche. La Libia per il Ministro è un paese di transito poiché i migranti che partono dalla Libia non sono libici. Ha anche tenuto a sottolineare che è di questi giorni, dopo 66 anni dal trattato di Lisbona, che in Libia stanno finalmente iniziando ad operare l’ONU e le principali associazioni dei diritti umani (va detto che queste associazioni stanno operando su circa 15000 migranti che stanno in 27 centri di accoglienza, a fronte di oltre 250.000 migranti che si trovano in Libia e che vogliono venire in Europa) per verificare le modalità con cui vengono trattati nei “centri di accoglienza” (se così si possono chiamare) le persone che vi vengono recluse. Il compenso economico che si sta attuando (3 miliardi alla Libia ed il ministro ne vorrebbe chiedere altri 3 per la Tunisia) a mio avviso non fanno che far ripetere un copione già visto. Gia visto per esempio con il trattato UE-Marocco che per mettere un freno all’immigrazione marocchina abbiamo distrutto la nostra agricoltura. Il problema si ripete e le soluzioni fallimentari proposte non cambiano. Ho quindi proposto al Ministro una soluzione decisamente più pacifica, ripensando al futuro di tanti comuni italiani (molti in aree montane) che non solo con crescita demografia negativa ma hanno abitanti di poche decine di unità a seguito di forte spopolamento. Non ho ricevuto nessuna risposta o meglio il Ministro intende continuare ad andare avanti con le sue scelte (a mio avviso sbagliate) che hanno lo scopo di strutturare un’accoglienza diffusa sul territorio nazionale (passando sempre dalla volontà dei Comuni) per mezzo sempre di Piccoli Centri di Accoglienza e sulla progressiva chiusura dei Grandi Centri di Accoglienza.
  3. CONCESSIONI BALNEARI A OSTIA: il Municipio di Ostia è stato commissariato a causa delle infiltrazioni mafiose nell’amministrazione pubblica. Il Sindaco Raggi in Commissione di Inchiesta Antimafia ha dichiarato che fonte di illegalità erano anche le concessioni balneari che si possono distinguere in 3 tipologie: concessioni scadute, in scadenza ed illegittime. Le concessioni balneari per l’Unione Europea devono essere messi a bando sempre (stabilendo il metodo ed i criteri che io credo possano essere quelli di cui ho parlato in questo link) ma il nostro paese con il DL 179/2012 ha stabilito che tutte le concessioni devono andare in proroga fino al 31/12/2020. Ho quindi chiesto al Ministro se non intenda attivare un monitoraggio specifico sul tema. La risposta purtroppo non è stata del tutto soddisfacente poiché di fatto verranno prorogate le concessioni in scadenza mentre per quelle illegittime non verrà per fortuna fatta alcuna proroga. La mia insoddisfazione è legata al fatto che quindi non si prevederà alcun bando di gara anche se il Comune di Ostia per esempio poteva essere utilizzato come modello sperimentale per avviare il riordino dell’intera e complessa questione delle concessioni balneari.
  4. ABUSIVISMO EDILIZIO IN SICILIA: ho sottoposto al ministro la criticità della norma introdotta in Sicilia con il collegato alla legge finanziaria sottolineando il mio timore di veder nel breve periodo replicare questa norma su scala nazionale. A questa richiesta di intervento e monitoraggio da parte del ministero il Ministro purtroppo non ha dato alcuna risposta ma a breve conto di ricevere risposta alla mia interrogazione.
  5. ROGHI TOSSICI: Il Ministro ha relazionato sulle attività che il suo ministero ha intenzione di mettere in atto sul tema dei roghi tossici che hanno coinvolto le città di Roma, Torino e Milano per i rischi alla salute ed alla sicurezza connessi. Ho tenuto a sottolineare al Ministro che però tale emergenza legata all’illegalità di tali “discariche” andrebbe monitorato insieme ai roghi che si stanno manifestando su tutto il territorio nazionale, con la differenza che questi si stanno manifestando costantemente e puntualmente in impianti di raccolta differenziata (vedi la mappa). Ho quindi chiesto se il ministero era intenzionato a monitorare anche questo fenomeno e se non reputa estendibile la videosorveglianza obbligatoria anche per questi “discariche legali” che solo dopo i roghi hanno dimostrato di depositare moltissimi materiali indifferenziati e pericolosi per l’ambiente.

A conclusione di questa audizione non posso quindi non farmi una domanda: ma chi decide quale Diritto è più importate di un’altro? Qual è ordine di priorità con cui i Governi applicano i diritti previsti dalla nostra Costituzione? Mi faccio queste domande poiché a forte di un’intensa attività del Governo ad Accogliere non vedo la medesima volontà nel garantire il Diritto alla Salute, il Diritto a non emigrare, il Diritto alla libertà di religione, il Diritto al lavoro ed alla sopravvivenza di tutte quelle persone che decidono di vivere in questo bellissimo paese, a prescindere dal colore della pelle, a prescindere dal culto, a prescindere dal ceto sociale. Credo che così come il Ministro Minniti operi con ferma volontà di coordinamento tra il Governo Centrale e le strutture periferiche (Sindaci, Prefetti, Forze dell’Ordine, Regioni, ecc) allo stesso modo dovrebbe fortemente coordinarsi che gli altri ministeri per garantire quel principio che è lo scopo del suo ministero ovvero il “rispetto della legge”.

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