27-4-18: Lo sviluppo del Golfo di Carini e la questione ambientale!

  • 7 maggio 2018
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Lo sviluppo del Golfo di Carini e la questione ambientale

Giorno 27 aprile (scusandomi per il ritardo con cui sto publicando questo breve resoconto) si è svolto a Isola delle Femmine, presso la sala congressi dell’hotel Sirenetta, un incontro pubblico, promosso dalla Federazione dei Verdi (per la quale sono referente per le politiche del mezzogiorno) che partendo dallo stato dell’arte del depuratore consortile di Carini ha voluto affrontare e confrontare le diverse criticità presenti sul territorio circostante e provare a far accogliere ai soggetti coinvolti alcune proposte concrete che potrebbero essere messe in atto per migliorare sia lo status del depuratore sia le economie che possono valorizzare le realtà naturali e commerciali presenti sul territorio.

Come prima cosa voglio quindi ringraziare tutti coloro che hanno risposto positivamente all’invito ed hanno partecipato all’incontro anche come pubblico, ma ringrazio soprattutto i relatori che hanno condiviso con tutti il loro punto di vista senza sottrarsi alla discussione, al confronto ed anche ad accogliere qualche critica. 

Il Depuratore Consortile di Carini, in cui convergono i reflui di Carini, Capaci, Isola delle Femmine, Torretta e della zona industriale di Carini, è (o meglio vorrebbe essere) una vera e prorpia industria dell’acqua poiché, rispondendo alle direttive europee di riferimento, gode di un’impiantistica che non solo sedimenta, chiarifica ed depura le acqua ma anche è dotato di un sistema di riutilizzo dell’acqua depurata che potrebbe essere riutilizzata per usi irrigui o industriali. Da questo punto di vista però l’impianto vive una contraddizione di fondo poiché nonostante la presenza del sistema di riutilizzo delle acque (così come prevede l’art. 12 della direttiva europea), le stesse, per mezzo di una condotta sottomarina (o se preferite di un “pennello a mare”), ad oggi danneggiata poiché non ben istallata, vengono buttate a mare.

Durante l’incontro i vari relatori ci hanno raccontato lo stato delle cose e per questo vi invito a guardare le presentazioni che ci hanno lasciato in condivisione e le registrazioni video degli interventi che vorrei qui di seguito sintetizzare, il tutto accompagnato dalla proiezione di immagini dei fondali del Golfo di. Carini e di tutte le piccole economie che questo silenziosamente garantisce (scuole di sub, pesca artigianale, attività sportive acquatiche, lidi e passeggiate naturalistiche).

Abbiamo iniziato i lavori con una breve introduzione di Carmelo Sardegna, delegato regionale della Federazione dei Verdi, che ci ha raccontato di come il territorio ha delle caratteristiche distintive che possono solo portare al territorio ricchezza e sviluppo, a partire dalla spiaggia bianca di Capaci che con la sua grana sottile e sferica non si attacca alla pelle ma anche come la destagionalizzazione del turismo non è solo una proposta di sviluppo turistico ma un’idea di turismo che cammina pari passo con la gestione del territorio e con gli effetti benefici del nostro clima.

La Prof.ssa Franca Di Lorenzo (qui il video dell’intervento) ci ha descritto il sistema di Depurazione e di come sia antieconomico e contro ogni logica l’idea di burattare a mare le acque depurate oltre ad averci detto di come spesso alcune parti dell’impianto non abbiano funzionato a causa del furto dei cavi elettrici.

Il Dott. Mario Cassarà (qui il video del suo intervento), funzionario del Dipartimento acqua e rifiuti regionale, ha voluto evidenziare l’impegno della regione sul tema della depurazione anche a causa delle 3 procedure di infrazione che l’Europa ci ha imposto e che a breve giungeranno ad una quantificazione economica definitiva. Per questa ragione il Governo nazionale ha stanziato ben 1 miliardo e 700 mila euro di cui 1,1 miliardi destinati esclusivamente alla Sicilia. Inoltre ha evidenziato che l’impianto di Carini è un impianto complesso che necessità di un adeguato gestore che abbia le capacità sia gestionali che progettuali necessarie e per tale ragione l’AMAP di Palermo dovrebbe a breve diventare il gestore effettivo dell’impianto in questione.

L’incontro è ovviamente stato accompagnato da liberi ed ordinati interventi da parte del pubblico ed infatti durante questo intervento il Sig. Bommartito di Terrasini ha evidenziato la situazione dei comuni di Cinisi e Terrasini che nonostante il notevole ritardo, non riescono a trovare un accordo per un impianto di depurazione comune e per tale ragione è stata sollevata la proposta di confrontarsi direttamente con il commissario nazionale alla Depurazione.

Anche il Sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna (qui il video del suo intervento) ha lasciato il suo contributo evidenziando l’impegno della sua amministrazione a voler rispettare le normative e l’ambiente in tema di depurazione abolendo un impianto preesistente e scegliendo di convergere nell’impianto di Carini.

Molto interessante il contributo del Dott. Eugenio Cottone (qui il video del suo intervento)che ha voluto chiarire come le tecnologie e le normative che oggi utilizziamo sono decisamente datate nel tempo; molteplici le proposte condivise: recuperare ulteriori materiali commercibilizzabili dai reflui, ricondurre a monte del torrente le acque depurate per rimpinguare le falde oltre a depurare ulteriormente l’acqua, istallare impianti di produzione di energia elettrica che riducano i costi energetici dell’impianto o supportino nuove apparecchiature (come le pompe per ricondurre a monte l’acqua), prevedere l’obbligatorietà delle reti duali negli strumenti urbanistici ed infine compostare e riutilizzare in agricoltura anche i fanghi di depurazione.

Il ricercatore del CNR Mario Pagliaro (qui il video del suo intervento e le slide della presentazione) invece ci ha proposto delle soluzioni facili sia per evitare alcuni problemi tecnici come il furto dei cavi di rame sia per raggiungere obiettivi importanti, come l’ottenimento della Bandiera Blu, affinché una realtà delicata e problematica come quella del depuratore, possa diventare, con la programmazione e la collaborazione di tuti i soggetti coinvolti, un generatore di economie virtuose e sostenibili come l’ “industria del turismo” e dell’agricoltura.

Ci ha proposto anche una nuova, economica e semplice economia, l’Idrocavitazione l’unica che sia in grado oggi di depurare inquinanti pericolosi come i medicinali e le sostanze chimiche. 

Un ulteriore interessante contributo ci è stato fornito dal vicepresidente della GESAP, Giuseppe Todaro (qui il video del suo intervento) il quale oltre a fornirci i dati e gli obiettivi che la sua amministrazione si è imposta, ha anche risposto positivamente alla nostra richiesta di destagionalizzazione del turismo nella nostra regione ma che ha sollevato alcune difficoltà importanti nel settore dei collegamenti aerei come la frammentazione dei rapporti tra strutture aeroportuali e compagnie aeree; per tale ragione ha suggerito, anche per evitare la competizione tra i vari aeroporti che si dovrebbe iniziare a pensare ad un unico gestore commerciale che smisti e coordini i collegamenti tra e per gli aeroporti della regione. Gli è stato ovviamente fatto notare la tragica situazione in cui si trovano i collegamenti ferroviari ed automobilistici e che la sua amministrazione non può non guardare al di fuori del proprio am ito di competenza.

Anch’io ho voluto dare il mio piccolo contributo (qui il video del mio intervento e le slide della presentazione) evidenziando come da una banale ricerca in rete il turista che si informa su ciò che propone il territorio non può non notare la presenza dell’impianto di depurazione di Carini e della Cermenteria di Isola delle Femmine. Entrambe sono soggette a norme restrittive ed hanno un impatto sul territorio e sulle sue economie. Ciò che manca, anche per ridurre e prevenire facili critiche, ed una costante e puntuale informazione sullo stato di questi impianti, sia del depuratore (su cui si possono trarre alcune informazioni dal solo sito del Governo Nazionale www.acqua.gov.it) e della Cementeria in particolare le cui autorizzazioni sono scadute nel 2014 e da allora in fase istruttoria per il rinnovo; nel frattempo l’impresa va avanti, ma con quali effetti? 

Un ulteriore interessante contributo ricco di informazioni è stato quello del Dott. Gaetano Collura dell’ARSAP (qui il video del suo intervento e la documentazione che ci ha lasciato) che pur non essendo un en te che gestisce impianti si trova in eredità le “industrie” che gli ATO hanno realizzato; impianti che necessitano di adeguata competenza e soprattutto collaborazione, comunicazione e celerità operativa da e con tutti i soggetti coinvolti, sia a livello regionale che comunale. Il dott. Collura ha anche evidenziato come l’impianto di Carini sia in grado di trattare i reflui che le ditte private raccolgono da tutte quelle residenze che non sono collegate alla rete fognaria comunale. La valorizzazione e la conoscenza di quanti, quali ed ogni quanto queste ditte scaricano nel depuratore i reflui da loro raccolti, molto probabilmente eviterebbe situazioni di scarico abusivo degli stessi (come spesso accade per esempio nel torrente Nocella di Terrasini).

Il penultimo intervento è stato quello del Sindaco di Carini Giovì Monteleone (qui il video del suo intervento) che oltre ad averci raccontato la storia ed i costi affrontati per la realizzazione dell’impianto (compresi i costi di scavo imposti a Comune per ridurre l’impatto sull’ambiente, attenzione che poi non è stata data all’attiguo centro commerciale Poseidon) ha anche proposto, previa verifica della fattibilità tecnica, di far convergere nell’impianto di Carini i reflui di altri comuni vicini (come Cinisi e Terrasini) al fine anche di ridurre. Una proposta che dal punto di vista gestionale potrebbe anche essere condivisibile ma è fondamentale che prima l’impianto risponda adeguatamente alle normative europee, prima fra tutti il recupero delle acque depurate ed il loro adeguato riutilizzo.

L’ultmo ma piacevolissimo e propositivo contributo è stato quello del Prof. Silvano Riggio (qui il video del suo intervento e le slide della presentazione) che ha evidenziato come oltre alle tecnologie ed agli impianti, un altro soggetto (del tutto inutilizzato in Italia) dei sistemi di depurazione è la natura stessa ed in particolare alcune specie di palme che con il loro importante impianto radiale riescono a depurare i suoli e le acque creando delle aree paesaggisticamente accoglienti, sostenibili ed anche economicamente indipendenti poiché sono capaci di creare o ricreare aree fertili coltivabili.

Posso quindi concludere questo report dicendo che l’incontro è stato molto interessante e ringrazio ancora una volta tutti per i contributi condivisi; i passaggi successivi sono adesso quelli di continuare a far colloquiare questi soggetti tra loro.

Hanno, inoltre, partecipato all’incontro alcuni candidati alle prossime elezioni amministrative di Capaci, tra cui il candidato Sindaco Pietro Puccio, l’associazione Peppino Impastato, la presidente della commissione Ambiente del Comune di Terrasini Eva Deak in rappresentanza dell’amministrazione, il Direttore della Riserva Naturale Orientata di Isola delle Femmine Vincenzo Di Dio, il referente alle politiche agricole di Legambiente Palermo, alcuni rappresentanti dei Comitati Civici di Palermo, il responsabile IDIMED On. Bartolo Fazio, Il Sindaco di Capaci, la presidente della Casa del Fanciullo di Carini e tanti altri cittadini. Va anche detto che i candidati sindaco di Capaci sono stati invitati tutti, così come anche il Sindaco di Torretta ma non abbiamo avuto il piacere di incontrarli o di ricevere alcuna risposta all’invito.

Sono certa che ci saranno altre occasioni poiché è nostra intenzione portare avanti con i vari livelli istituzionali le proposte che meglio valorizzano le bellezze del nostro territorio riuscendo anche ad aiutare l’ambiente.

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